Come accettare il passato e superarlo

Volse lo sguardo e si ritrovò davanti due occhi di ghiaccio che lo fissavano attoniti. Ghiaccio puro, ghiaccio sotterraneo. Si spaventò nello scorgere uno sguardo antico e dimenticato. Era di nuovo bambino, lo specchio non mentiva, e quello sguardo gli ricordò il suo passato e tutte le paure che non era riuscito ad affrontare. Un buco nero, memorie represse che ora tornavano dispettose a tormentarlo. Era lui, solo, di fronte a quello specchio e a quella inafferrabile, angosciosa domanda: “E se il passato ritornasse?”

Il passato ritorna ogni giorno nella nostra vita, la mente si affolla di ricordi che, spesso, vorremmo relegare in un angolo della mente.
Dimenticare gli avvenimenti tristi e conservare solo quelli felici è un sogno condiviso da molti, ma per quanto desiderabile la natura non ci ha dotati di una memoria selettiva.

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10 Pensieri su &Idquo;Come accettare il passato e superarlo

  1. Pingback: FINE DELL’ANNO: FACCIAMO PACE COL NOSTRO PASSATO! « Rossella Grenci’s Blog

    • il passato è ricomparso ai miei 40 anni, e mi fa presente tutti gli sbagli o incapacità di difesa che ho avuto verso certe situazioni
      ne soffro tanto, infatti devo prendere una cura farmacologica

      • Io a 43 anni sono andato a cercare il mio ex allenatore per dirgli quanto ho sofferto quella sera del 1980, avevo soli 11 anni ed ero un campione nel ciclismo, anche se piccolo io dentro ero un campione, non era un gioco, il mio babbo litigò davanti a me con il mio allenatore, fu un trauna , non vinsi più una gara ed abbandonai il ciclismo, ma non avrei mai potuto immaginare che nella mia anima sarebbe rimasto tutto, solo andando da lui, l’allenatore , dopo 32 anni, 32 anni, una vita, la mia vita, ho detto tutto quello che era per me quella vita, bene, sono guarito, sono sulla strada buona, mi sono tolto un peso e rifaccio ciclismo, ancora piango se ripenso a quel bambino che credeva in lui, ma so per certo che adesso , solo adesso sto guardando oltre quel punto.

      • Grazie Mara e Giuseppe per aver condiviso le vostre esperienze. Le vostre parole testimoniano quanto il passato possa rimanere scolpito dentro di noi anche se son passati 10 o 20 o addirittura 30 anni. In un certo senso questo accade perché la persona che eravamo quando è successo non ci ha mai lasciati veramente, il bambino o la ragazza ferita sono ancora vivi e continuano a soffrire.
        In psicologia si dice che dobbiamo passare per tre fasi prima di ritrovare la pace con quella ferita: il primo è riconoscere quanto è successo, il secondo è riuscire ad accettarlo per quello che è stato e per il dolore che ci ha causato, il terzo è la trasformazione che viene innescata dal fare esperienza delle prime due fasi.

        @Giuseppe: sei stato molto coraggioso ad affrontare il tuo allenatore e ancor di più a riprenderti in mano quel pezzetto di passato che ti ha condizionato così tanto. Molti sottovalutano il dolore che può provare un bambino, ma noi ben sappiamo quanto questo possa essere inconsolabile soprattutto se, una volta diventati adulti, non siamo noi stessi a prendercene cura. In bocca al lupo per tutto quello che ora potrai creare senza più il peso di quella sofferenza.

        @Mara: purtroppo alle volte il nostro passato sembra tornare per chiederci di pagare un conto che pensavamo di aver saldato tanto tempo fa. Alle volte, però, l’unica cosa che ci viene chiesta è di far pace con noi stessi: accettare quello che è stato, perdonarci per non aver saputo fare diversamente e darci una nuova possibilità. Spero che la cura ti sia di aiuto e, in ogni caso, se non lo stai già facendo ti consiglio anche un percorso più “umano” di psicoterapia o counseling per riuscire a liberarti veramente dei tuoi fantasmi e tornare ad essere una persona libera.

        Invito entrambi, se vi va, a visitare il mio nuovo blog dove ho trasferito questo articolo.
        Un caro saluto

  2. Il passato è passato! e mai più ritornerà, perchè il tempo è una freccia che và
    in un unica direzione avanti e mai indietro come i gamberi!

  3. E’vero il passato è passato…ma in alcuni momenti è doloroso…Doloroso perchè si vorrebbe tornare indietro e cambiarlo, così da evitare, oggi, di soffrire atrocemente. Il mio passato è stato vissuto senza pensare alle conseguente e ora quei comportamenti non riesco ad accertarli perchè sono diventata un sergente di ferro dove le esperienze che ho vissuto mi rabbrividiscono…Non riesco a capacitarmi di aver vissuto in quel modo…è come avere scheletri nell’armadio..si dice che le esperienze aiutano a crescere…ma non è sempre così..quelle esperienze oggi fanno male…e ogni frase, canzone, luogo ricordano in me un evento negativo..vorrei dimenticare ma non riesco..vorrei affrontare il mio passato ma come??

  4. Pingback: FINE DELL'ANNO: FACCIAMO PACE COL NOSTRO PASSATO! « Occhi di terra e di cielo

  5. @Acqua
    Forse prima di affrontare il tuo passato in tutta la sua complessità c’è una persona che dovresti affrontare: te stessa. Nelle tue parole sembra che tu ti stia incolpando per quello che è successo, ma non c’è niente di più deleterio a mio avviso.
    Tutti facciamo soffrire qualcuno prima o poi, così come qualcuno ci farà soffrire, ma il segreto sta nel prendere quello che ci capita senza fossilizzarsi sui se e sui ma. Quello che è successo è successo e anche se lo avremmo voluto diverso, per quanto dolore ci abbia provocato, è una pietra che la vita ci ha dato per costruire il nostro futuro. Dipende da te decidere come la userai: se per distruggere o per costruire.
    Prova a perdonarti per quello che è stato e a perdonare chi ti ha fatto del male, se qualcuno c’è stato. Come? Accettando che niente di quello che è successo può marchiarti a vita se non glielo lasci fare. Puoi ricominciare, un passo alla volta. Forse ora devi prima elaborare il dolore, accettarlo senza colpevolizzare nessuno, men che meno te per le scelte che hai fatto, e poi andare avanti con la nuova te stessa che è nata da questo dolore. Perché la sofferenza come le scelte sbagliate ci trasformano, ma siamo noi a decidere come vivere questa trasformazione: se come la promessa di un futuro diverso, migliore, o come il rimpianto per un passato sgradevole. Nel secondo caso, però, c’è da dire che col senno di poi non si costruiscono che castelli di sabbia.
    Pensaci.😉

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