L’eterna lotta tra introversi ed estroversi

Dato che mi piace leggere, ne leggo sempre di tutti i colori. Leggere mi rilassa e non potrei rinunciarvi per niente al mondo.
Non sono così diplomatica come sembro: ci sono cose per le quali lotterei con le unghie e con i denti e quello che amo rientra tra queste cose. Dato che mi piace sia leggere che scrivere, spesso mi capita di citare qualcosa che ho letto e che mi ha ispirata, provo anche a mettere in pratica dei consigli carpiti qua e là e non mi do per vinta finché capisco che è davvero finita.

Spesso visitiamo blog, leggiamo articoli, post, pensieri di persone a noi del tutto estranee e alle parole di qualcuno ci affezioniamo persino. È la misteriosa legge dell’attrazione a guidarci verso l’ignoto. E ogni tanto l’ignoto ci mostra un riflesso di noi stessi a dir poco sorprendente!
Oggi, ad esempio, mi è capitato di leggere un articolo di Jonathan Rauch sul sito The Atlantic.com attirata dall’insolito titolo “Caring for your introvert” (prendersi cura del proprio introverso. Sottotitolo: le abitudini e i bisogni di un gruppo poco compreso).

Il succo dell’articolo? L’autore si è definito un introverso e si è lanciato in una bella e interessante descrizione dei privilegi e dei drammi dell’essere una persona introversa. Badiamo bene, come sottolinea anche l’autore, non ho detto timida o asociale, ho semplicemente detto introversa.
Qual è la differenza? Ad un introverso non ho certo bisogno di spiegarla, ad un estroverso invece consiglio di leggere l’articolo di Rauch e di farne tesoro!

Anch’io come l’autore mi proclamo un’introversa e sottoscrivo il 99% del suo articolo. Leggerlo è stato liberatorio, scoprire nelle parole di un’altra persona un pezzo di te stessa che non eri mai riuscita a spiegare né tantomeno a far capire mi ha procurato una piacevole sensazione di sollievo. Ecco, mi sono detta, ecco tutto quello che avrei voluto inculcare nella testa di quei zucconi che per anni mi hanno etichettata ora timida, ora scontrosa, ora asociale. L’essere introversi non è una malattia!
Per anni mi sono sentita stigmatizzata per un carattere che non mi ero di certo scelta, ma faceva parte di me. Per anni ho sentito le mie stesse lamentele da altri introversi e col tempo ho imparato ad ignorare le critiche e i consigli sul come essere e agire.

Molti pensano che gli introversi siano persone deboli, incapaci di relazionarsi con gli altri, li vogliono “aiutare” e li spronano “a tirare fuori il carattere”, a “buttarsi nella mischia”. Non capiscono che il carattere è qualcosa di personale e ci sono modi e modi per farsi valere ed esprimere se stessi.
È una verità che ogni bambino introverso impara ben presto: la società non vuole persone introverse, non sa cosa farsene e così le incita a rinnegare il proprio carattere, i propri bisogni per altri che reputa migliori e più desiderabili. È questo il messaggio che mi è stato trasmesso sia a scuola che nella vita di tutti i giorni: devi parlare, interagire, essere al centro dell’attenzione anche solo per pochi secondi. Non rimanere in silenzio, non parlare di cose interessanti, non li fare sentire in imbarazzo con la tua incapacità di rincorrere gli argomenti. Il mondo è nelle mani degli estroversi, è palese, sono loro ad avere successo, a far carriera, a cogliere le opportunità migliori… o perlomeno questo è quello che vogliono farci credere.

Il peggior difetto di un introverso? Essere quello che “non è di moda”.
Il peggior difetto di un estroverso? Il non riflettere veramente su quello che dice o fa.

Se una persona è sempre in movimento pretenderà che il mondo si muova con lei e darà il tormento a tutto quello che a suo dire è statico, privo di vita. Eppure basterebbe così poco per andare d’accordo! Se si prestasse attenzione si scoprirebbe che un introverso non è una persona che non parla, ma una persona che misura le parole, ne spende di meno rispetto ad un estroverso ed è un formidabile ascoltatore. Se quest’ultimo, infatti, ascoltasse più attentamente i discorsi di un introverso capirebbe che la distanza che li separa non è un abisso e, forse, di fronte al silenzio smetterebbe di scappare inorridito. Per favore, sfatiamo il mito che gli introversi siano persone timide, asociali e incapaci di relazionarsi con gli altri! E smettiamola di invidiare chi la società vorrebbe farci emulare ad ogni costo! Introversi o estroversi, alla fine comunichiamo tutti. E se proprio vogliamo dirlo, odiamo il silenzio solo quando siamo incapaci di ascoltare.

Risorse utili:
LIDI – Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi

26 Pensieri su &Idquo;L’eterna lotta tra introversi ed estroversi

  1. Ciao. Se non la conosci ancora in rete c’è la LIDI, la Lega Italiana Diritti degli Introversi. C’è molto materiale interessante da leggere lì tra cui un bellissimo Forum. Arrivederci!

  2. Questo tuo scritto mi è sembrato davvero così bello che l’ho pubblicato lì a beneficio di altri introversi ed introverse. Ma solo ora mi rendo conto che ho sbagliato a non chiederti il permesso. Posso rimuoverlo nel più breve tempo possibile se vuoi. Scusa tanto.

  3. Ciao Marcello,
    grazie per la segnalazione.🙂 Non avevo ancora sentito parlare della LIDI, ma farò sicuramente un giretto sul sito.
    Sono felice che il mio post ti sia piaciuto e che tu voglia condividerlo, l’unica cosa che ti chiedo è di citare il mio blog, ossia la fonte. Per il resto, invece, sentiti pure libero di pubblicarlo.
    Grazie per la visita!😉

  4. Ciao shiningarden … sono mortificato nel risponderti dopo così tanto tempo … davvero. Scusa tanto. Dunque ho provveduto a citare il tuo blog. Ho inserito il tuo scritto con il titolo “Introversa” ( il mio nick nel sito della LIDI è Koenig4 ) ed ha avuto un sussessone. Fra i post inseriti da me è quello che è stato più letto. A quanto pare ci sono molte donne introverse che frequentano il sito LIDI. Lo merita davvero di essere letto perchè è veramente molto bello. Ti faccio ancora tanti complimenti. Hai già dato un’occhiata al sito della LIDI? Io scrivo lì o pubblico materiale trovato da Internet. Non sarei mai in grado però di scrivere niente di così bello come il tuo scritto. Ha creato la LIDI il Dottor Anepeta. I suoi scritti nella home del sito sono da leggere sicuramente. Ti saluto e spero di vederti tra i frequentatori del forum LIDI. Se deciderai di iscriverti magari sistemiamo le cose ovvero cancello il post “Introversa” inserito da me con il tuo scritto e lo pubblichi invece tra i tuoi post. Un caro saluto. Arrivederci!

  5. Ciao Marcello, non ti preoccupare! Anzi, sei stato gentilissimo a citarmi. Sono passata diverse volte sul sito della LIDI e ho letto sia articoli che interventi sul forum. E’ davvero molto interessante e ho deciso di inserire il link del sito nel mio post. Purtroppo al momento sono troppo impegnata per partecipare, ma spero di avere più tempo a breve. Comunque, ti ringrazio ancora molto per la segnalazione.🙂
    Un saluto,
    Lara

  6. Ciao Lara. E’ stato davvero un piacere conoscerti. E anche un onore a dire la verità, perchè vedo che sei in gamba. Vedrò di seguire anche il tuo blog allora. E’ una promessa. Io prometto sempre ciò che mantengo … ehm … io mantengo sempre ciò che prometto… Non mi ricordo più com’era!🙂 Arrivederci a presto!

  7. No, non ci posso credere! Hai scelto per te stessa come avatar l’immagine di un gatto. Ma lo sai che nel forum LIDI ho postato una discussione in cui dico che Noi Introversi siamo come i gatti? Quando andrai a leggere quella discussione, se lo farai, troverai delle foto di gatti meravigliose. Fidati. Altra notizia, utile chissà. Ho creato in Second Life un gruppo di Introversi. Si chiama Introversi di SL. Per adesso siamo in 7. Se capiti da quelle parti vieni a trovarci. Sarai la benvenuta!

  8. Ciao Marcello, grazie per tutte le informazioni! Troverò sicuramente il tempo di fare una capatina sul forum.. e presto, spero, anche di aggiornare questo blog.😀

    Un saluto,
    Lara

  9. bellissimo. sono felice di aver trovato una persona che mi capisce, felice di aver digitato la parola introversione su Google, felice di aver capito cosa sono. grazie con tutto il cuore, non mi sento più sola!

    • Ciao Layra, è un piacere leggere il tuo commento.🙂 Non ti preoccupare, non sei sola anzi, siamo in tantissimi, ma in un società che dà spazio principalmente a chi alza di più la voce è difficile accorgersi di noi introversi. Eppure c’è una tale ricchezza in questa tipologia di carattere! Per fortuna pian piano inizia ad essere riconosciuta e apprezzata.
      Se ti va passa a trovarmi nel mio nuovo blog: http://www.pensierodistillato.it e prima di salutarti ti lascio questa chicca sull’introversione http://www.pinterest.com/pin/1759287325113218/😉

      Un saluto,
      Lara

  10. ti ringrazio molto per la tua veloce risposta! ho 15 anni ed essere introversa per una 15enne è una tortura. non riesco a star dietro alle conversazioni come gli altri ragazzi, che hanno sempre la risposta pronta. loro sono così aperti, hanno sempre un argomento a disposizione , parlano a macchinetta… certo, ho degli amici, non molti, ma li ho, perlopiù introversi come me. stare con gli introversi è più semplice, ma sembra che molti di loro non vogliano accettare il fatto di esserlo… è una cosa brutta lo so! io non l’ho mai negato, e non lo negherò mai. in un mondo come il nostro, governato dagl’estroversi,
    trovo giusto differenziarsi, dire:
    tu come la pensi?

  11. Voglio confessarti una cosa, se posso… una cosa che non ho mai detto a nessuno. da sempre amo scrivere, a dodici anni mi sono resa conto pienamente di voler fare la scrittrice da grande. ho letto da qualche parte che la maggior parte degli scrittori sono introversi. noi introversi abbiamo una specie di… chiamiamolo senso in più, un senso più sviluppato nell’ascoltare, osservare e capire le persone, rispetto gli estroversi. forse è proprio questa sensibilità, che ci permette di andare più affondo con le parole e, quindi, scavare più nell’animo dei personaggi. tu che ne dici?

    • Ciao Layra, ti capisco benissimo! Finché non mi sono resa conto di quanta ignoranza aleggiasse intorno a questo argomento anch’io ho passato dei momenti difficili, soprattutto durante l’adolescenza, convinta di avere qualcosa di sbagliato se il mio livello di socievolezza non era sempre al 100% o se preferivo la compagnia di poche ma fidate persone ai gruppi in cui tutti conoscono tutti e nessuno si conosce davvero.
      Purtroppo, ancora oggi si predilige l’estroversione (erroneamente associata alla socievolezza) perché in linea generale le persone amano parlare, parlare, parlare… per non rimanere da sole con loro stesse. E’ per questo che sembrano brillanti e sempre ricche di argomenti da discutere: perché se per sbaglio fossero costrette a rimanere in silenzio, ad ascoltare e ascoltarsi, si sentirebbero tremendamente a disagio.
      Dicendo questo non voglio affermare che tutte le persone socievoli o estroverse siano uguali, al contrario, ognuno di noi è unico e porta dentro di sé una storia diversa e interessante, ma ci tengo a evidenziarti il grande dono dell’introversione: la possibilità di pensare in modo critico e originale. E’ molto difficile non seguire gli altri, accettare di essere se stessi e avere una propria strada da tracciare. Tutti credono di pensare con la loro testa, ma sono pochi quelli che davvero riescono a farlo perché bisogna essere coraggiosi per distinguersi e dire: “Io la penso diversamente da te”.
      Tu, ad esempio Layra, hai un grande potenziale perché non hai accettato passivamente quanto ti veniva trasmesso (ovvero che per essere “in” devi comportarti in un certo modo), ma hai dato spazio al tuo modo d’essere, alle tue caratteristiche peculiari e riconosci quanto le differenze arricchiscano le persone. Certo, il disagio permane in alcune situazioni, ma sei in un momento della tua vita in cui getti le basi per il tuo futuro e solo accettando pienamente il tuo sentire potrai scoprire la strada più adatta a te e goderti la passeggiata.

      Una delle mie massime preferite è “vivi e lascia vivere”, il che si associa molto bene al tuo concetto che ognuno ha il diritto di essere se stesso e in quanto se stesso diverso dagli altri, e non c’è assolutamente niente di male in questo.
      Anche i tuoi amici introversi hanno la possibilità di capire che non c’è un carattere giusto e uno sbagliato, ma ci sono migliaia di sfumature e di sapori e di odori. Se in natura ci fossero solo querce o solo girasoli o solo leoni… che mondo povero e sterile sarebbe? Invece ci sono aceri e frassini e ci sono viole e margherite e ci sono uccelli e grilli… insomma, la natura non fa niente a caso, neanche tra gli esseri umani. Forse tutto quello di cui abbiamo bisogno noi introversi è di fermarci ad ascoltare quello che ci piace davvero, quello che ci fa sentire a nostro agio senza etichettarlo come sbagliato, di riprenderci il diritto di essere così come siamo, anche se qualcuno continua a ripetere il contrario. Tu, ad esempio, potresti essere la voce fuori dal coro nel tuo gruppo di amici: se stai bene con te stessa, se impari ad accettare il fatto che quello che conta è piacere a noi stessi e non “a tutti”, allora potresti trasmettere la stessa forza, la stessa energia ai tuoi amici. Alla fine, quello di cui abbiamo bisogno (introversi ed estroversi) è sentirci bene nella nostra stessa pelle: se siamo così fortunati da avere accanto qualcuno che ci mostra quanto questo sia possibile… siamo a cavallo!

      Anch’io amo molto scrivere.🙂 Parecchi scrittori in effetti sono introversi perché alcune nostre caratteristiche si sposano meglio con il processo della scrittura: ad esempio la necessità di passare lungo tempo in solitudine, la capacità di osservare ed ascoltare più profondamente e quindi di riconoscere le sfumature. Insomma, se ami scrivere e sei un’introversa di certo hai una marcia in più!
      Ovviamente serve anche esercitarsi molto, leggere e sperimentare il mondo nel proprio unico modo.
      Se posso permettermi, vorrei darti un consiglio: coltiva sempre la tua passione, scrivi tanto, scopri qual è la tua voce, il tuo stile e non aver fretta, lascia che ogni cosa emerga col tempo. Purtroppo, spesso noi introversi soffriamo di bassa autostima, ma è un circolo vizioso che ci impedisce di vedere le nostre qualità.
      Io ogni tanto collaboro con un sito dedicato alla scrittura (imbrattacarte.it): se ti va di dare un’occhiata c’è una sezione con alcuni consigli per chi ama scrivere.

      Scusami se mi sono dilungata ma, come puoi vedere, quando un argomento ci appassiona anche noi introversi manifestiamo una grande socievolezza… semplicemente parliamo con cognizione di causa e non amiamo le “chiacchiere”.😉

      In bocca al lupo per tutto. Se ti va di scambiare idee o altro sull’introversione… io sono qui.

      PS/sul mio nuovo blog ho scritto un articolo anche sulla timidezza (brutta bestia anche quella secondo alcuni, chissà poi se è vero), se ti va di leggerlo lo trovi qui

      Un abbraccio

  12. Grazie, ho trovato davvero interessante il sito che mi hai consigliato!:)
    Mi piacciono le tue parole: conversare con te è davvero tranquillizzante. Guarda, non mi parlare di bassa autostima… mi ci scontro ogni giorno! però, per fortuna ci sono anche i giorni positivi, dove riesco ad apprezzarmi! nelle tue descrizioni da… ehm… “vita da introversa”, mi ci ritrovo molto. io ho bisogno di molte ore di solitudine, per me sono davvero essenziali. A volte succede che passo interi giorni nella mia stanza: torno da scuola, mangio e mi ci chiudo dentro. la persona che sta più a contatto con questo mio essere e, che forse ne comprende di meno, è mia madre. credo ignori questo mio essere introversa. Preferisce il termine timida… sai, lei rispecchia perfettamente ogni caratteristica che un estroverso può offrire e, come ogni estroverso, fatica a comprendere noi introversi. odio i suoi commenti e le frecciatine sul mio carattere, i consigli che cerca di darmi su come farmi nuovi amici, piacere alla gente… molto spesso io reagisco male, le rispondo,e così finiamo per litigare. una volta non ci siamo parlate per quasi una settimana e mezza. tutto questo capita sempre con più frequenza. mi sento sempre più lontana da lei, anche dopo aver fatto pace. prima o poi,il filo che ci lega (già sottile di suo), dopo tutti questi tira e molla, si spezzerà… credi che sia una normale fase dell’adolescenza, un difficile rapporto madre-figlia o un’impossibile relazione tra introversa ed estroversa? oppure qualcos’altro? ciao, Lyra

    • Sono contenta che i nostri scambi ti siano utili. Spesso quello che serve è semplicemente un confronto costruttivo, soprattutto su un tema ancora spinoso come l’introversione.
      Ti va se ti rispondo nel dettaglio via mail? Lo preferisco per rispettare la privacy.🙂 A presto!

    • Sai, quando ho scoperto l’introversione mi ci sono aggrappata come un naufrago a una zattera perché prima di conoscerla mi sentivo in balia dei giudizi altrui. Le persone estroverse spesso non capiscono il bisogno di solitudine di un introverso perché loro a contatto con gli altri si ricaricano, acquisiscono energia, cosa che invece a un introverso non capita, al contrario, stare con gli altri è come essere un mp3 continuamente acceso, notte e giorno: ci si scarica. E allora la solitudine serve a questo: a ricaricare la batteria. La scuola è un luogo pieno di stimoli ed è perfettamente normale che poi tu senta il bisogno di startene un po’ per conto tuo, dedicando del tempo a quello che ami fare e che non necessariamente deve contemplare la presenza di altre persone. Del resto c’è un tempo per stare con gli altri e un tempo per stare con se stessi ed è la capacità di saper apprezzare entrambi che ci fa stare bene e ci rende persone felici.
      Spesso capita che i nostri genitori non capiscano il nostro modo d’essere (anch’io mi sono fatte le mie belle sfuriate con mia madre alla tua età!), ma per esperienza ti posso dire che il più delle volte non è una questione di cattiva volontà da parte loro, quanto di difficoltà ad indossare i panni di un’altra persona. Si ha bisogno di una sensibilità particolare e non tutti riescono facilmente a svilupparla. Se tua madre è un’estroversa è probabile che faccia molta fatica a prendere in considerazione altri modi d’essere, anche perché il suo è da sempre elogiato come il migliore e il vincente in questa società… e quando sei dalla parte di quelli considerati “giusti” è difficile uscire dalla corrente e vedere il mondo che ti circonda. Penso che il suo comportamento abbia come motivazione il desiderio di vederti felice e dato che ciò che rende felice un introverso è ancora oggi incomprensibile ai più… lei pensa erroneamente di fare il tuo bene se ti sprona a uscire, a conoscere gente, a farti ben volere dagli altri. Certo, questo non toglie né diminuisce il dolore che provi tu e la difficoltà di vivere una relazione in cui sembra così difficile comprendersi, ma è anche vero che ora i tuoi genitori sono come sponde e sbattendoci contro hai l’opportunità di percepire chi sei. Ti allontani da loro, prendi le distanze per conoscere te stessa. Quello che stai vivendo è, infatti, un importante momento di transizione in cui inizi a prendere coscienza di te, del tuo carattere, di ciò che ti piace e non ti piace e se non ti scontrassi con tua madre perderesti un’occasione importante per entrare in contatto con il tuo mondo interiore. In un certo senso è il tuo momento per dire di no, per ascoltarti nel profondo ed esprimere le tue preferenze, le tue opinioni, il tuo modo di vedere e vivere il mondo. Per scoprire dove finisce lei e inizi tu. Il conflitto acceso fa sicuramente parte di questa fase della tua vita ed è doloroso, ma essendo una fase passerà, evolverà e tu potrai raccogliere i semi di quella che oggi ti sembra solo una tempesta distruttiva. In realtà stai seminando te stessa e se rispetti il tuo sentire vedrai che presto anche tua madre riconoscerà il tuo personale modo d’essere. Forse le ci andrà un po’ di tempo, ma quando capirà che sei felice così come sei ti lascerà “essere”. Quello che tu puoi fare ora è esplorare le tue emozioni, le passioni, esprimere te stessa attraverso la scrittura e qualunque altra cosa sia in sintonia con te. E’ un modo per coltivare una sana autostima basandola su ciò che siamo noi e non su quello che gli altri pensano o vorrebbero che noi fossimo. Nutri te stessa, permettiti di essere chi senti di essere e vedrai che il tempo ti porterà i frutti di questo intenso e non sempre facile lavoro.

      Un abbraccio😉

  13. Non penso, per ora, di avere altre domande da rivolgerti. Credo che un grazie non sia abbastanza…. comunque GRAZIE con tutto il cuore.
    Se non ci sentiremo più, un abbraccione e un grande in bocca al lupo per il tuo lavoro!!!! Ciao, Lyra.

    • Grazie Lyra🙂. È stato un piacere rispondere alle tue domande. Un grande in bocca al lupo anche a te per la tua vita e tutti i tuoi progetti!

    • Ciao Sonia,
      grazie per aver scritto! Proverò a rispondere alla tua domanda anche se non so quanto riuscirò ad essere esaustiva perché ognuno vive la propria introversione a modo suo, come del resto capita anche a chi è estroverso. Forse il primo grande “dramma” che sperimentiamo noi introversi sin da piccoli è la più o meno costante pressione a “uscire dal guscio”, ad essere socievoli, ad interagire con gli altri quando per natura saremmo più propensi a giochi solitari e riflessivi. Parlo di dramma perché quella pressione viene percepita come un implicito (quando non è esplicito) giudizio negativo nei propri confronti. Chi è introverso è perseguitato da continui “no, così non va bene!”, “cambia il tuo carattere!”, “parla di più, gioca con gli altri, non puoi sempre startene per conto tuo!” e via dicendo. Molti atteggiamenti di “chiusura” e timidezza che oggi vengono imputati agli introversi sono spesso semplici meccanismi di difesa che si sono radicati negli anni a causa del reiterato messaggio che “non si andava bene così come si era”.
      In linea generale ciò che differenzia introversi ed estroversi è il tipo di energia a disposizione e la fonte di ricarica: noi introversi amiamo la solitudine perché non solo ci consente di essere noi stessi senza “se” e senza “ma”, ma anche perché ricarichiamo le nostre riserve di energia solo riuscendo a ritagliare del tempo per noi stessi.
      Un’altra caratteristica fondamentale di un introverso è la capacità di vedere altri mondi possibili, oltre a quello definito “realtà”. Spesso si dice che un introverso ha la testa tra le nuvole, vive in un mondo tutto suo, ecc. e purtroppo lo si dice spesso attribuendogli una valenza negativa, quando invece si tratta semplicemente di un modo diverso di guardare le cose.
      Gli introversi, infatti, hanno un punto di vista soggettivo che applicano a tutto ciò che vivono e che permette loro di andare molto in profondità sui perché e i come dell’esistenza. Capita spesso di incontrare bambini e adolescenti che fanno discorsi da “adulti” tra gli introversi, non perché siano cresciuti troppo in fretta, ma perché sono naturalmente portati a porsi domande e a guardarsi dentro.
      La modalità introversa, però, non è sconosciuta agli estroversi perché tutti dentro di noi abbiamo sia l’una sia l’altra, solo che si presenta in percentuali diverse. Anche gli introversi quindi sono socievoli, ma a modo loro.😉 Il problema nel rapporto con gli altri spesso nasce perché una modalità prevalentemente introversa si scontra con una socievolezza vissuta come obbligo, imposizione, qualcosa che invece di provocare piacere finisce per generare paura e avversione.
      Se volessi approfondire l’argomento ti consiglio il libro “Timido, docile, ardente“ di Luigi Anepeta che delinea molto bene i tratti di un introverso.
      Per concludere, partendo dalla mia esperienza personale, ti posso dire che sentirsi prevalentemente introversi è sia un dono che una maledizione. Un dono perché sei portato a guardarti dentro, a conoscerti, a porti tante domande e a sviluppare una certa profondità d’animo. Una maledizione perché sono poche le persone che, quando sei piccolo, accettano il tuo carattere e ti insegnano a rispettarti per ciò che sei. Cresci pensando che ci sia qualcosa di sbagliato in te se ti piace startene per conto tuo, se non riesci a fare amicizia facilmente con gli altri, se preferisci uno o due amici fidati a una compagnia numerosa. Se tendi ad affezionarti a poche persone con le quali però instauri dei rapporti di amicizia profondi. Se preferisci una tranquilla serata in casa a leggere piuttosto che le luci e la musica di una discoteca. Insomma, molti introversi si sentono perennemente sbagliati e perdenti e per questo o indossano una maschera quando sono con gli altri oppure con gli altri non vogliono averci niente a che fare. Più raro è incontrare un introverso che abbia fatto pace con se stesso, ma quando lo incontri ti dirà che ha scoperto come stare bene con gli altri quando ha imparato a stare bene con se stesso. Sarà un introverso socievole che spenderà sempre meno parole rispetto ad un estroverso, ma non ti farà mai mancare il suo sorriso e la sua accoglienza.
      Non so se ho soddisfatto la tua curiosità, Sonia, ma se avessi altre domande… sono qui!
      In ogni caso, ti ringrazio per l’opportunità che mi hai concesso di parlare un altro po’ di noi introversi. Quando una persona manifesta il desiderio di conoscere un mondo diverso dal suo, così come hai fatto tu oggi, fa sempre un dono speciale al suo interlocutore. Ti ringrazio di cuore!

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