<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Gli ultimi idealrealisti &#187; vita quotidiana</title>
	<atom:link href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/tag/vita-quotidiana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com</link>
	<description>"Si può essere Realisti pur essendo Idealisti."</description>
	<lastBuildDate>Sat, 01 Aug 2009 22:37:18 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='shiningardenracconta.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/d29e7330c2dbe49996940323650ad399?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Gli ultimi idealrealisti &#187; vita quotidiana</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/osd.xml" title="Gli ultimi idealrealisti" />
		<item>
		<title>Fuggire, lottare o nascondersi?</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 12:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://shiningardenracconta.wordpress.com/?p=703</guid>
		<description><![CDATA[Con questo post concludo l’analisi del libro Comment apprivoiser son crocodile di Catherine Aimelet-Périssol parlando di due reazioni opposte: la lotta e il ripiegamento su se stessi.
Se, come ho discusso nel precedente post, alcuni di fronte alla paura reagiscono fuggendo, altri posso optare al contrario per la lotta o per una sorta di invisibilità temporanea.
La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=703&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Con questo post concludo l’<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">analisi del libro <em>Comment apprivoiser son crocodile</em> di Catherine Aimelet-Périssol</a> parlando di due reazioni opposte: la <strong>lotta</strong> e il <strong>ripiegamento su se stessi</strong>.<br />
Se, come ho discusso nel <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/">precedente post</a>, alcuni di fronte alla paura reagiscono fuggendo, altri posso optare al contrario per la lotta o per una sorta di invisibilità temporanea.</p>
<h2>La lotta come reazione alla paura</h2>
<p>Scegliere di lottare significa ribellarsi alla propria mancanza d’<strong>identità</strong>.<br />
Spesso capita di non riconoscersi come individui, e di non essere riconosciuti come tali dagli altri, questo genera un’aggressività latente, un senso di frustrazione a cui reagiamo digrignando i denti e preparandoci ad attaccare il nostro avversario.</p>
<p>Conoscete qualcuno che nelle situazioni di stress reagisce con rabbia, è sempre in movimento e ha opinioni ferme e inamovibili? Bene, potreste trovarvi di fronte ai sintomi di una reazione difensiva basata sulla lotta. Chi vi sta di fronte, o chissà forse proprio voi stessi, si sente minacciato e sta semplicemente proteggendo la sua identità. O così pensa.</p>
<p>La funzione della lotta è quella di distinguersi: ci siamo noi e l’altro, o meglio <em>gli altri</em>.<br />
<strong>Vincere, ottenere, realizzare qualcosa</strong> significa esistere per chi attua questo tipo di reazione. L’emozione principale è una tensione, un’aggressività che viene spesso interpretata come stress.<br />
La fuga non è concepibile perché non lo è  la sconfitta: la posta in gioco è un’identità da riconquistare… ad ogni nuova battaglia. </p>
<h2>Il ripiegamento su se stessi</h2>
<p>Il terzo e ultimo tipo di reazione è molto frequente in natura e i suoi migliori rappresentanti sono gli animali che si mimetizzano, come il camaleonte.<br />
La reazione si innesca nell’individuo quando si presenta qualcosa che minaccia la sua <strong>integrità d’essere</strong>. Questa reazione, infatti, esprime <strong>il bisogno di sentirsi reali, di realizzarsi e di sentirsi compiuti</strong>.</p>
<p>Il motto di una persona che si ripiega su se stessa potrebbe essere: “Non visto, non catturato, non mangiato, ancora vivo!”<br />
La reazione, infatti, porta l’individuo a nascondersi, a mimetizzarsi con l’ambiente esterno, a “cancellarsi” con l’obiettivo di diventare invisibile agli occhi altrui. Passare inosservato diventa un imperativo categorico quando la fuga e la lotta non sono soluzioni attuabili.<br />
Questo atteggiamento tende a salvaguardare l’essenza di sé attraverso una sorta di immobilità forzata e “inesistenza” temporanea.</p>
<p>Chi reagisce alla paura ripiegandosi su se stesso è costantemente affaticato e spesso svogliato. Ad un certo punto della sua vita l’individuo si è arreso alle difficoltà pensando di non essere all’altezza e che la vita fosse troppo complicata. In alcuni casi la reazione è evidente, in altri è sottile e lo priva giorno dopo giorno della voglia di fare.</p>
<h2>Fuggire lottare o difendersi?</h2>
<p>In conclusione, è possibile attuare anche due o tutti e tre i tipi di reazione ma ne sentiremo solo uno come una seconda pelle. Ed è a questa reazione dominante che dovremo prestare attenzione.  Di fronte ad un pericolo dobbiamo chiederci: che cosa scatena la mia reazione?<br />
In breve, se fuggiamo è il bisogno di sicurezza che sentiamo precario nella nostra vita; se lottiamo è il bisogno d’identità che ci pungola costantemente; se ci ripieghiamo su noi stessi è il bisogno di realtà d’essere a mancarci. In tutte e tre i casi, però, ci sarà <strong>un senso di mancanza latente</strong> che ci impedirà di essere sereni.<br />
Catherine Aimelet-Périssol è partita da questo presupposto per scrivere il suo libro e analizzare il fenomeno del nostro “coccodrillo interiore”.<br />
Esiste una soluzione? Sì, certo e parte dal presupposto che noi siamo <strong>efficaci</strong> e abbiamo a disposizione tutto il necessario per prenderci cura di noi stessi, senza aspettare gli altri. <em>Perché gli altri non possono riempire un vuoto che sentiamo solo noi</em>.</p>
<p>La parola d’ordine è <strong>nutrire</strong>: nutrire i nostri bisogni, nutrire la nostra sicurezza, la nostra identità e la realtà d’essere. Dobbiamo riappropriarci dei nostri spazi, spiega Aimelet-Périssol, perché le relazioni con gli altri sono condizionate dalla percezione che abbiamo di noi e dalle reazioni che ne scaturiscono.</p>
<p>Vi siete riconosciuti nelle reazioni difensive descritte? Di fronte ad un pericolo, reale o presunto, tendete a scappare, a lottare o a mimetizzarvi? </p>
<p><strong>Per saperne di più</strong>: <a href="http://www.libreriafrancese.it/libro/comment-apprivoiser-son-crocodile_9782266173520.html" target="_blank" rel="nofollow">Comment apprivoiser son crocodile</a>, Catherine Aimelet-Périssol, ed. Pocket Évolution</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">Un coccodrillo per amico</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/">Il bisogno di sicurezza</a></p>
<p><strong>Per approfondire</strong>:<br />
- <a href="http://lepouvoirdesemotions.typepad.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/catherine-aimel.html" target="_blank">Catherine Aimelet-Périssol parla del suo libro</a> (in francese)<br />
- <a href="http://lepouvoirdesemotions.typepad.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/thme-du-mois-le.html" target="_blank" rel="nofollow">Il tema del mese: il coccodrillo</a>, <a href="http://www.lepouvoirdesemotions.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/thme-du-mois--1.html" target="_blank" rel="nofollow"> 2</a>, <a href="http://www.lepouvoirdesemotions.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/thme-du-mois--2.html" target="_blank" rel="nofollow">3</a> (in francese)</p>
Posted in psicologia Tagged: psicologia, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=703&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/efe8b9a3be3a632ef796d0943dddf39e?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">shiningardenracconta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il bisogno di sicurezza</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 17:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://shiningardenracconta.wordpress.com/?p=693</guid>
		<description><![CDATA[I bisogni esistenziali sono all’origine delle nostra motivazione: se non vengono soddisfatti per inerzia o incapacità generano frustrazione e una sensazione di mancanza.
Bere, mangiare, dormire, riprodursi… i nostri bisogni non si fermano qui, altri 3 sono altrettanto importanti per assicurarci il benessere:

il bisogno di sicurezza
il bisogno di identità
il bisogno della realtà d’essere

Come scrive Aimelet-Périssol, l’essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=693&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I bisogni esistenziali sono all’origine delle nostra <strong>motivazione</strong>: se non vengono soddisfatti per inerzia o incapacità generano frustrazione e una sensazione di <em>mancanza</em>.</p>
<p>Bere, mangiare, dormire, riprodursi… i nostri bisogni non si fermano qui, altri 3 sono altrettanto importanti per assicurarci il benessere:</p>
<ul>
<li>il bisogno di sicurezza</li>
<li>il bisogno di identità</li>
<li>il bisogno della realtà d’essere</li>
</ul>
<p>Come scrive Aimelet-Périssol, l’essere umano è mosso dalla sua aspirazione a sentirsi “integro”. La sicurezza, l’identità e la realtà d’essere sono le tre forme d’espressione di questo bisogno primordiale.</p>
<h2>Il bisogno di sicurezza</h2>
<p>Essere al sicuro significa “essere protetto dai pericoli”, il bisogno di sicurezza indica quindi la <strong>necessità di proteggersi</strong> e di creare o anche inventare il modo per favorire sempre la protezione di se stessi.</p>
<p>I valori fondamentali di questo bisogno sono l’<strong>affidabilità</strong> e la <strong>libertà</strong>.<br />
<strong>Affidabilità</strong> significa potersi fidare di se stessi, di qualcuno o di qualcosa. <strong>Libertà</strong> è invece la possibilità di scelta che la sicurezza non può comunque togliere all’individuo. Sicurezza e libertà sono forze complementari a livello biologico: per poterci sentire “sicuri”, abbiamo bisogno di sentirci liberi di usare i mezzi a nostra disposizione, di muoverci e di esprimerci.</p>
<h3>Mancanza di sicurezza</h3>
<p>In uno stato di insicurezza proviamo <strong>paura</strong>. Quando il nostro bisogno di sicurezza è frustrato il <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">coccodrillo</a> percepisce il pericolo e scatta la reazione difensiva. La paura diventa fondamentale per preservare la vita.<br />
L’impossibilità di assicurarci sicurezza e libertà minaccia la nostra integrità e dà il via a un’automatica reazione di difesa: la <strong>fuga</strong>. </p>
<p>Si fugge con le parole o con lo sguardo, si allontanano gli altri o ci si allontana da loro alla ricerca della sicurezza perduta. Tutti gli allarmi sono in azione e la vicinanza dell’altro potrebbe rappresentare un pericolo insopportabile all’incolumità del nostro essere. Evitare l’altro diventa quindi l’imperativo per sopravvivere.<br />
La reazione di fuga è una strategia protettiva non cosciente che rivela una nostra resistenza, difficoltà o addirittura impossibilità reale di soddisfare coscientemente la nostra sicurezza. Questa autolimitazione non cosciente fa scattare un’esigenza imperativa ed esistenziale di sicurezza.</p>
<p><strong>Per saperne di più: </strong><br />
<em><a href="http://www.libreriafrancese.it/libro/comment-apprivoiser-son-crocodile_9782266173520.html" target="_blank" rel="nofollow">Comment apprivoiser son crocodile</a></em>, Catherine Aimelet-Périssol, ed. Pocket Évolution</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">Un coccodrillo per amico</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/">Fuggire, lottare o nascondersi?</a></p>
Posted in psicologia Tagged: libri, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=693&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/efe8b9a3be3a632ef796d0943dddf39e?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">shiningardenracconta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Un coccodrillo per amico</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 20:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://shiningardenracconta.wordpress.com/?p=674</guid>
		<description><![CDATA[
Come addomesticare il proprio coccodrillo è il titolo di un libro che ho comprato la scorsa estate in Francia (titolo originale: Comment apprivoiser son crocodile). Un manuale di zoologia? Un volume su come diventare un perfetto trafficante di animali esotici? Difficile dire quale dei due argomenti mi interessi di meno e scontato dichiarare, invece, il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=674&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/crocodile_cop.jpg" alt="" /></p>
<p><em>Come addomesticare il proprio coccodrillo</em> è il titolo di un libro che ho comprato la scorsa estate in Francia (titolo originale: <em>Comment apprivoiser son crocodile</em>). Un manuale di zoologia? Un volume su come diventare un perfetto trafficante di animali esotici? Difficile dire quale dei due argomenti mi interessi di meno e scontato dichiarare, invece, il mio intramontabile interesse per la psicologia.</p>
<p><em>Comment apprivoiser son crocodile</em> di Catherine Aimelet-Périssol, infatti, è un libro sulla psicologia delle emozioni applicata al quotidiano.<br />
Molti leggono i cosiddetti libri di “auto-aiuto” pensando che, giunti all’ultima pagina, si ritroveranno tra le mani una vita nuova di zecca, senza macchie e sgualciture. Altri rifuggono da qualsiasi argomento associ la parola emozioni alla parola vita considerandolo frivolo e adatto a chi ha tempo da perdere.</p>
<h3>È davvero così? O tutto o niente?</h3>
<p>Sono le circostanze, gli imprevisti, i problemi, gli <em>altri</em> a renderci ansiosi, arrabbiati, frustrati, angosciati? Ci dividiamo in categorie: gli “adattati” e i “disadattati”, i “normali” e i “problematici”?<br />
Basta qualche pillola, le parole di un bravo psicoterapeuta e vivremmo tutti in una società più sana e sicura? O sono tutte cavolate?</p>
<p>Tutto o niente?</p>
<p><span id="more-674"></span></p>
<h2>Chi è il coccodrillo?</h2>
<p>Per capirlo dobbiamo partire da un presupposto che ci accomuna: siamo abituati ad attribuire alla situazione che viviamo la causa (e colpa) del nostro malessere, qualunque esso sia. È colpa degli altri o degli avvenimenti se stiamo male, quindi la nostra “guarigione” non può che trovarsi <em>là fuori</em>.<br />
Secondo il filosofo Epitteto però, scrive Aimelet-Périssol, la biologia ci insegna una verità completamente diversa: <strong>l’origine del malessere si trova nell’interpretazione personale che diamo alla situazione che viviamo</strong>.</p>
<p>Ci sono situazioni a cui reagiamo condizionati dallo stress o da forti emozioni che ci sommergono. In questi casi qual è la reazione del nostro cervello?<br />
Aimelet-Périssol spiega che una parte del nostro cervello, la più antica denominata rettiliana, agisce come un <strong>pilota automatico</strong>. Questa parte è stata ribattezzata “coccodrillo” dal giornalista e scrittore Arthur Koestler. Da qui il suo nome nel libro.</p>
<h2>Il coccodrillo e il suo ruolo</h2>
<p>Il cervello rettiliano, o coccodrillo, è importante perché regola la soddisfazione dei nostri bisogni essenziali legati al sonno, alla sete, alla fame e alla riproduzione. Inoltre, insieme al cervello limbico, assicura il bisogno di integrità che si manifesta in tre forme diverse:</p>
<ul>
<li>il bisogno di sicurezza</li>
<li>il bisogno di identità</li>
<li>il bisogno della realtà d’essere</li>
</ul>
<p>Il coccodrillo protegge e difende questi bisogni. È responsabile della difesa dell’integrità dell’individuo di fronte a tutti gli avvenimenti che potrebbero minacciarlo, siano essi esterni o interiori.<br />
Come ci difende il coccodrillo? Aimelet-Périssol scrive che le risposte fornite a qualsiasi minaccia alla nostra integrità sono tre, sono universali e si ritrovano in ognuno di noi: <strong>si fugge, si lotta o ci si ripiega su se stessi</strong>.</p>
<p>La <strong>fuga</strong> ha come obiettivo evitare la minaccia.<br />
La <strong>lotta</strong> tende a dominare la minaccia.<br />
Il <strong>ripiegamento su se stessi</strong> è finalizzato al richiudersi in se stessi per passare inosservati di fronte ad una minaccia.</p>
<h2>Che cosa scatena la sua reazione</h2>
<p>La minaccia è rappresentata dalla “mancanza”, da bisogni insoddisfatti che risvegliano il coccodrillo e colorano le nostre emozioni di paura, tensione e fatica. Il coccodrillo ci deve difendere, per questo motivo scatena in noi reazioni difensive trasmettendoci il messaggio di un bisogno insoddisfatto che minaccia l’equilibrio dell’essere.</p>
<p>Le sue però sono sempre risposte palliative alla “mancanza”: come scrive l’autrice, l’<strong>agitazione</strong> moltiplica le soluzioni per far fronte alla minaccia e diminuisce l’insicurezza; la <strong>collera</strong> permette all’individuo di riaffermarsi e attenuare la sua mancanza d’identità; le <strong>lacrime</strong> arrecano un sollievo temporaneo trasmettendo un senso di realtà. Ma purtroppo non dura mai e il bisogno, non veramente soddisfatto, torna a tormentarci.</p>
<p>Come affrontare le situazioni negative, i problemi, il sentimento di “mancanza” e i nostri bisogni insoddisfatti? Il coccodrillo prova ad aiutarci, ma i suoi risultati sono sempre troppo brevi e non soddisfacenti.<br />
Da questa considerazione parte l’analisi di Aimelet-Périssol che delinea innanzitutto la natura dei nostri bisogni, le risposte difensive attuate dal coccodrillo e le possibili risposte da contrapporvi per soddisfare realmente i nostri bisogni.</p>
<p>Dedicherò altri due post all’argomento che nonostante non possano essere esaustivi, spero spingano ad approfondirne la conoscenza leggendo il libro. Al momento <em><a href="http://www.libreriafrancese.it/libro/comment-apprivoiser-son-crocodile_9782266173520.html" target="_blank">Comment apprivoiser son crocodile</a></em> è disponibile solo in francese.</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/">Il bisogno di sicurezza</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/">Fuggire, lottare o nascondersi?</a></p>
Posted in psicologia Tagged: libri, psicologia, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=674&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/efe8b9a3be3a632ef796d0943dddf39e?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">shiningardenracconta</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/img/crocodile_cop.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Come affrontare il passato</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/09/20/come-affrontare-il-passato/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/09/20/come-affrontare-il-passato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 10:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://shiningardenracconta.wordpress.com/?p=211</guid>
		<description><![CDATA[
Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.
- George Santillana -


Volse lo sguardo e si ritrovò davanti due occhi di ghiaccio che lo fissavano attoniti. Ghiaccio puro, ghiaccio sotterraneo. Si spaventò nello scorgere uno sguardo antico e dimenticato. Era di nuovo bambino, lo specchio non mentiva, e quello sguardo gli ricordò il suo passato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=211&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past01-emma.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.</em><br />
- George Santillana -</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;"><em></em></p>
<blockquote><p><em>Volse lo sguardo e si ritrovò davanti due occhi di ghiaccio che lo fissavano attoniti. Ghiaccio puro, ghiaccio sotterraneo. Si spaventò nello scorgere uno sguardo antico e dimenticato. Era di nuovo bambino, lo specchio non mentiva, e quello sguardo gli ricordò il suo passato e tutte le paure che non era riuscito ad affrontare. Un buco nero, memorie represse che ora tornavano dispettose a tormentarlo. Era lui, solo, di fronte a quello specchio e a quella inafferrabile, angosciosa domanda: &#8220;E se il passato ritornasse?&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il passato ritorna ogni giorno nella nostra vita, la mente si affolla di ricordi che, spesso, vorremmo relegare in un angolo della mente.<br />
Dimenticare gli avvenimenti tristi e conservare solo quelli felici è un sogno condiviso da molti, ma per quanto desiderabile la natura non ci ha dotati di una memoria selettiva.</p>
<p>Tempo fa avevo già affrontato l’argomento concentrandomi sugli <a href="http://www.shiningarden.com/riflessioni-memory_pill.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">aspetti più negativi del ricordo</span></a>, sui traumi e sui possibili motivi per cui lasciassero un’impronta indelebile dentro di noi. In questo post, al contrario, voglio parlare di quei ricordi tristi, legati spesso a un sentimento di perdita o a un rimpianto, che non riusciamo a vivere serenamente.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>L’importanza del ricordo</strong></span></p>
<p>Perché <strong>parlare del passato</strong> quando la scelta più saggia sarebbe dimenticare?<br />
Semplicemente perché dimenticare <em>può non essere la scelta più saggia</em>. Al contrario, più spesso di quanto si sia disposti ad ammettere il passato deve essere affrontato, così come i nostri errori. Voltare lo sguardo e fingere di non vedere, non rende invisibile la realtà e le conseguenze delle nostre scelte.</p>
<p>Perché <strong>arrendersi al ricordo</strong> e, in apparenza, accettare nuovamente di soffrire?<br />
Per un unico ma fondamentale motivo: solo il ricordo accettato è un ricordo di cui ci potremo infine liberare.</p>
<p>Capire la natura di un ricordo aiuta la mente a perdonare il dolore e a lasciarselo alle spalle.<br />
Secondo Carl Gustav Jung &#8220;<a rel="nofollow" href="http://www.viaggio-in-germania.de/jung.html" target="_blank">sia il passato come realtà, sia il futuro come potenzialità, guidano il nostro comportamento presente</a>&#8220;.</p>
<p><strong>Essere consapevoli di ciò che abbiamo vissuto</strong> e di ciò che vorremmo vivere diventa quindi basilare per dare una direzione e, perché no, un senso al nostro presente.</p>
<p>Ma come ci si libera da un passato che ci assale a tradimento instillandoci paura, tristezza e un profondo sentimento di perdita o mancanza?<br />
Come accettare quello che abbiamo perso, che non siamo riusciti a ottenere o che abbiamo rifiutato poi pentendocene?</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>Affrontare il proprio passato</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past02-emma.jpg" alt="" /></p>
<p>Il primo passo, affermano gli esperti, è guardare negli occhi il mostro fidandoci del fatto che un suo sguardo non ci ucciderà. Per lasciarsi il passato alle spalle, infatti, è fondamentale affrontarlo, il che spesso significa <strong>affrontare una qualche perdita, reale o presunta, che abbiamo subito nella nostra vita</strong>.</p>
<p>Il secondo passo sono, in realtà, alcuni semplici comportamenti che possiamo attuare per rubare energia al ricordo doloroso, sgonfiarlo come faremmo con un palloncino, e liberarci quindi dalle sue catene immaginarie.<br />
I consigli che riporto qui sotto sono ispirati all’<a rel="nofollow" href="http://psychology.suite101.com/article.cfm/letting_go" target="_blank">articolo di Laurie Pawlik-Kienlen, &#8220;Letting go of your past&#8221;</a>, dove potrete approfondire l’argomento se desiderate.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>6 consigli per guarire i ricordi</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past03-emma.jpg" alt="" /></p>
<ol>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Sfogarsi</strong></span>. Scrivere, parlare, disegnare, cantare: dobbiamo dar libero sfogo ai nostri ricordi senza trattenerli o reprimerli. Blindarli nella mente non farà che accrescere la loro impronta negativa sul nostro presente. Accettarli attraverso la creatività, invece, li priverà di energia riportandoli alla loro giusta dimensione.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Accettare il dolore del ricordo.</strong></span> Non reprimere il passato e accettarne un breve ritorno nella nostra vita è un atto che implica coraggio. All’inizio sarà doloroso e ci farà stare male, ma è un prezzo che vale la pena di pagare per conquistare la consapevolezza che il passato non tornerà. Rassereniamoci.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Risolvere i conflitti.</strong></span> Se possibile, dovremmo rivedere le persone coinvolte nel nostro ricordo doloroso e provare a chiarire confessando i nostri veri sentimenti e ammettendo gli errori commessi.<br />
Se questo, al contrario, non fosse possibile possiamo comunque risolvere i conflitti passati in un altro modo: ad esempio, proviamo a scrivere una lettera e mentre la scriviamo lasciamo scivolare nelle parole tutti i ricordi dolorosi, la rabbia, il risentimento, il rimpianto. Una volta terminata pieghiamola su stessa e poi strappiamola in tanti pezzi. Accompagniamo ogni strappo con un nuovo pensiero, un nuovo ricordo: <em>io perdono</em>. Liberiamo il passato e liberiamo noi stessi dai suoi ricordi dolorosi.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Esprimere le emozioni.</strong></span> Parlare e condividere i propri sentimenti è importante. Accettare la realtà delle nostre emozioni significa liberarle dalla prigione interiore in cui le abbiamo relegate e saper dire addio.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Perdonare.</strong></span> Se abbiamo commesso errori nel nostro passato è inutile provare rimpianti. Quel che è fatto è fatto. Al contrario, è necessario perdonarsi accettando la propria vulnerabilità e fallibilità. Ed è altrettanto necessario scusarci con chi abbiamo involontariamente fatto soffrire e chiedere loro perdono. Il perdono, infatti, è la chiave per liberarci dall’infelicità di un ricordo.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Chiedere aiuto.</strong></span> In alcuni casi potrebbe essere importante chiedere e accettare l’aiuto degli altri. L’orgoglio è un’ancora gettata sul nostro vecchio sé: per lasciar andare il passato è necessario mettere da parte l’orgoglio e accettare l’umiltà che ne deriva.</li>
</ol>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>Fare il meglio che si può</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past04-emma.jpg" alt="" /></p>
<p>Infine, accanto ai consigli pratici, l’esperienza mi ha insegnato che rimpiangere i propri errori è del tutto inutile perché il passato non si può cambiare.<br />
Anche se avessimo la facoltà di riviverlo non potremmo modificarlo perché, per quanto avremmo desiderato essere più bravi, abili o intraprendenti <strong>abbiamo semplicemente fatto il meglio che potevamo fare per la persona che eravamo in quel momento</strong>.<br />
Possiamo migliorare, sempre, ma non nel passato, solo nel presente e questa è la speranza che diamo al nostro futuro e alle persone che decideranno di farne parte.</p>
<p>Il passato non è un nemico da sconfiggere, ma un vecchio amico ferito e umiliato da comprendere.<br />
Più lo respingeremo più ci tormenterà, ecco perché è importante affrontarlo: se lo accettiamo ora non gli daremo lo spazio per ripetersi nel futuro. Né attraverso di noi né attraverso gli altri.</p>
<p><strong>E voi come affrontate i ricordi spiacevoli? Quale rapporto avete con il vostro passato? Vi sentite sue vittime o ne siete i protagonisti?</strong></p>
<p style="text-align:right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:right;"><img src="http://www.shiningarden.com/images/larafirmasg.png" alt="" /></p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
~ <a href="http://psychology.suite101.com/article.cfm/letting_go" target="blank"><em>Letting Go Of Your Past</em>, Laurie Pawlik-Kienlen</a></p>
<p><strong>Crediti:</strong><br />
~ <a href="http://www.flickr.com/photos/emmabcnpics/" target="blank">Photos by -Emma-</a></p>
Posted in psicologia Tagged: psicologia, ricordi, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=211&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/09/20/come-affrontare-il-passato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/efe8b9a3be3a632ef796d0943dddf39e?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">shiningardenracconta</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/img/past01-emma.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/img/past02-emma.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/img/past03-emma.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/img/past04-emma.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/images/larafirmasg.png" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>In viaggio, Shiningarden racconta di sè</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2007/11/12/shiningarden-racconta-in-viaggio/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2007/11/12/shiningarden-racconta-in-viaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 22:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole & pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[shiningarden]]></category>
		<category><![CDATA[storie & persone]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[inizi]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://shiningardenracconta.wordpress.com/2007/11/12/shiningarden-racconta-in-viaggio/</guid>
		<description><![CDATA[Arrivo in stazione e sono felice di constatare che il mio treno è in ritardo. Dieci minuti dicono. Che saranno mai dieci minuti! Il tempo di guardarsi intorno, scorgere volti sconosciuti tra la folla in attesa, riconoscere espressioni familiari, riportare lo sguardo sul tabellone e scoprire che il treno non è più in ritardo. Magnifico! [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=13&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Arrivo in stazione e sono felice di constatare che il mio treno è in ritardo. Dieci minuti dicono. Che saranno mai dieci minuti! Il tempo di guardarsi intorno, scorgere volti sconosciuti tra la folla in attesa, riconoscere espressioni familiari, riportare lo sguardo sul tabellone e scoprire che il treno non è più in ritardo. Magnifico! È stato direttamente soppresso.</p>
<p>Tanto per farci del male ricordiamo quanto paghiamo ogni mese alle Ferrovie dello Stato. Ricordiamo e l’attesa ci sembrerà un po’ meno vana: quello che ci riporterà a casa, dopo una giornata di lavoro, sarà pur sempre il migliore dei treni possibili. Perché lamentarsi? Guardiamoci intorno e consoliamoci perché qualcun altro si roderà anche per noi. Mal comune mezzo gaudio, si dice.</p>
<p>Alla fine riesco a salire sul migliore dei treni possibili e durante il viaggio ho un’idea: “Devo cambiare, ho bisogno di un nuovo blog. Un bel blog su WordPress!”<br />
Era da tempo che pensavo di migrare da Splinder e oggi ho finalmente deciso.<br />
Purtroppo, d’ora in poi avrò le mani legate sul mio adorato codice, ma per la funzionalità e la praticità posso anche accettare questa inevitabile rinuncia. In attesa di tempi migliori.</p>
<p>Qui proseguirò il viaggio cominciato sul vecchio <a href="http://www.shiningarden.splinder.com" title="Lost Letters" target="_blank">Lost Letters</a> di Splinder e posterò anche alcuni degli articoli già scritti. Nel frattempo terminerò di modificare il template e aggiornerò il mio profilo.<br />
<em> Shiningarden racconta</em> muove i suoi primi passi e io con lui. Vedremo dove ci porterà la nostra immaginazione.<br />
Lontano fin dove ci è concesso sperare.</p>
<p>Se qualcuno volesse partecipare al viaggio è il benvenuto.<br />
Bene, allora basta con i convenevoli e si parte!</p>
<p align="right"><img src="http://www.shiningarden.com/img/firmaLara.gif">&nbsp;&nbsp;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/13/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=13&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2007/11/12/shiningarden-racconta-in-viaggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/efe8b9a3be3a632ef796d0943dddf39e?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">shiningardenracconta</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.shiningarden.com/img/firmaLara.gif" medium="image" />
	</item>
	</channel>
</rss>