Mi sono spesso chiesta perché alcune persone amino distruggere invece di costruire. Quando ne incontro una me la immagino come la regina in Alice nel paese delle meraviglie: incattivita e irrazionale urla isterica “Tagliatele la testa!”
Tante teste sono cadute e cadranno per mano di queste persone che si annidano un po’ dovunque: in famiglia, tra i conoscenti, al lavoro. È impossibile non notarli, soprattutto quando diventi il loro bersaglio e l’incarnazione di ciò che più desiderano distruggere.
Per caso mi è capitato tra le mani il seguente brano di Erich Fromm tratto dal libro Anatomia della distruttività umana. Certe volte per trovare delle risposte basta aprire un libro a caso:
Il carattere necrofilo si manifesta anche nella convinzione che la forza e la violenza siano l’unica soluzione di un problema o di un conflitto. […] quel che caratterizza il necrofilo è che per lui, la forza – o, come si espresse Simone Weil, il potere di trasformare un uomo in cadavere – è la prima e ultima soluzione a tutto.
Fondamentalmente, la risposta di queste persone al problema di vivere è la distruzione, e mai lo sforzo di capire, la costruzione, o l’esempio.
Mi piace l’espressione “il potere di trasformare un uomo in cadavere”, trovo che descriva perfettamente lo sguardo che si fissa sul volto di una persona che subisce le azioni distruttive di un altro individuo.
Lo sguardo vaga, cerca un punto di riferimento che è stato spazzato via e se è fortunato presto si riscuoterà dal torpore e si domanderà: che ci faccio ancora qui?

Riferimenti:
Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana, Ed. Oscar Mondadori, 2004. Traduzione Silvia Stefani
Pubblicato da shiningardenracconta 
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