E. Fromm – XI

Marzo 21, 2008

Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

Fuga dalla libertà: evitare la distruttività

»» Alla fine di tutto dove ci porta la paura della libertà? Fromm risponde a questa domanda senza mezzi termini:

«La distruttività è il risultato della vita non vissuta.»

La distruttività è la risposta umana alla paura di essere veramente liberi.

«Julien Green: “Sapevo che contavamo poco di fronte all’universo, sapevo che non eravamo nulla; ma l’essere così incommensurabilmente nulla sembra in qualche modo schiacciante e al tempo stesso rassicurante. Quelle figure, quelle dimensioni oltre la portata del pensiero umano, sono totalmente soverchianti. Esiste qualcosa a cui possiamo aggrapparci? In mezzo al caos di illusioni, in cui veniamo gettati a capofitto, una cosa sola si profila come vera, ed è l’amore. Tutto il resto è nulla, un vuoto. Scrutiamo in un immenso e nero abisso. E abbiamo paura.”»

«…tale sentimento di isolamento e impotenza, qual è stato espresso da questi scrittori, e qual è avvertito da molti cosiddetti nevrotici, non è qualcosa di cui la persona media normale sia consapevole. È troppo spaventoso: viene coperto dalla routine quotidiana delle sue attività, dall’incoraggiamento e dall’approvazione che trova nei suoi rapporti personali o sociali, dal successo economico, da innumerevoli distrazioni, dal ‘divertisi’, dal ‘fare conoscenze’, dall’ ‘andare in giro’, Ma il fischiare nel buio non porta luce.»

Da che cosa ci deriva questo sentimento di isolamento e di impotenza? Da noi stessi? Dagli altri?
È troppo spaventoso, afferma Fromm, e io mi chiedo: ma lo è davvero? Ossia, questo sentimento è qualcosa che esiste per davvero o ce lo siamo creati noi? E poi, come è successo per tante altre cose, ha finito per vivere di vita propria alimentato dalle nostre paure?
Esiste qualcosa a cui possiamo aggrapparci?, si chiedeva Julien Green fornendo un’unica risposta: l’amore. Fromm ha dato la stessa risposta. Là fuori proprio in quel mondo che sentiamo tanto ostile ci sono molte persone che rispondono allo stesso modo: amore.
Pensiamo ad un altro paradosso: pensiamo che l’amore possa essere davvero la risposta a molti dei nostri problemi. Che cosa sappiamo sull’amore? Sappiamo davvero amare? Forse releghiamo questo concetto in un angolo perché in verità abbiamo paura di ammettere che siamo totalmente ignoranti sull’argomento. E così è meglio interrogarsi sulla religione, sulla politica, sulle guerre, sui diritti e i doveri. Su chi deve avere e chi deve perdere, su tutto e sulla celebrazione del nulla.
Ammetto di aver pensato per lungo tempo che parlare di amore e pace sulla terra fosse una mera utopia. Beh, mi sbagliavo. Non è un’utopia, è semplicemente qualcosa che relegheremo sempre in un angolo, chiuderemo gli occhi e faremo finta che non esista.
Forse il mondo ha bisogno di molti idealisti, non perché costoro cambieranno il mondo, ma perché ogni volta che riapriremo gli occhi ne avremo uno che ci starà guardando interrogativo come a chiederci: ma perché accetti qualcosa che non senti vero? E, forse, anche se i nostri occhi saranno ciechi, i suoi, perlomeno, ci permetteranno di non dimenticare.

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Articoli precedenti:
- Erich Fromm: una vita, un’arte
- Erich Fromm: una biografia
- L’arte di amare: amare è un’arte (I parte e II parte)
- L’arte di amare: la solitudine
- L’arte di amare: creare
- L’arte di amare: amore nel lavoro
- Fuga dalla libertà
- Fuga dalla libertà: comunicare
- Fuga dalla libertà: meccanismi di fuga

Bibliografia:
Le citazioni sono tratte da Fuga dalla libertà, Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)


E. Fromm – X

Marzo 21, 2008

Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

Fuga dalla libertà: meccanismi di fuga

»» Se qualcosa ci fa paura è naturale provare il desiderio di fuggire, lasciarsi il ‘mostro’ alle spalle e far finta che non ci saranno conseguenze.

Molti trovano assurdo il solo pensiero che un essere umano possa tentare di fuggire dalla libertà, io stessa non ho fatto altro che ricercarla da quando sono nata, ma chissà, oggi mi chiedo se molto spesso la nostra ‘ricerca di libertà’ non sia semplicemente un altro fuggire: un correre da una paura ad un’altra, illudendoci di seminare i nostri fantasmi in quella che, per forza di cose, non diventa altro che una corsa tra fantasmi.

«Il primo meccanismo di fuga dalla libertà che tratterò è la tendenza a rinunciare all’indipendenza del proprio essere individuale, e a fondersi con qualcuno o qualcosa al di fuori di se stessi per acquistare la forza che manca al proprio essere.»

«Altri meccanismi di fuga sono il ritiro dal mondo spinto a un punto tale da far perdere a quest’ultimo il suo carattere minaccioso; e il gonfiamento psicologico di se stessi, portato a un punto tale da far diventare piccolo al confronto il mondo esterno.»
Ogni qualvolta ci sentiamo minacciati sviluppiamo reazioni principalmente basate sull’egoismo e sul desiderio di sentirci ‘potenti’.

«… la brama di potere non si fonda sulla forza, ma sulla debolezza. È l’espressione dell’incapacità dell’io individuale di reggersi da solo, e di vivere. È il disperato tentativo di acquistare una forza secondaria là dove manca la forza genuina.»

Ma in fondo la verità è che siamo tutti sudditi di un’autorità anonima:

«[L'autorità anonima] ha assunto le sembianze del senso comune, della scienza, della sanità psichica, della normalità, dell’opinione pubblica. Non pretende nulla, se non ciò che è di per sé evidente.»

«L’autorità anonima è più efficace dell’autorità palese, perché non si sospetta mai che ci sia un ordine che si è tenuti ad osservare.»

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- L’arte di amare: la solitudine
- L’arte di amare: creare
- L’arte di amare: amore nel lavoro
- Fuga dalla libertà
- Fuga dalla libertà: comunicare

Bibliografia:
Le citazioni sono tratte da Fuga dalla libertà, Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)


E. Fromm – IX

Marzo 21, 2008

Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

Fuga dalla libertà: comunicare

»» Gli esseri umani soffrono per innumerevoli motivi, uno dei principali è la solitudine, una solitudine sia fisica sia morale.

«Possiamo chiamare solitudine morale quella mancanza di rapporto con valori, simboli, modelli; e affermare che la solitudine morale è intollerabile quanto la solitudine fisica, o piuttosto che la solitudine fisica diventa intollerabile solo se implica anche la solitudine morale.»

Per quanto possiamo essere persone solitarie, votate all’isolamento, non riusciremmo a vivere bene privi di un qualsiasi legame con l’ambiente e le persone che ci circondano. È nella natura umana cercare una connessione, un modo per comunicare. E quando non riusciamo a comunicare con gli altri esseri umani, allora proviamo a farlo con gli animali, con la natura, a volte con noi stessi, ma ci è comunque indispensabile poter comunicare.

«… la struttura della società moderna influisce sull’uomo contemporaneamente in due modi: egli diventa più indipendente, autosufficiente e critico, e al tempo stesso diventa più isolato, solo e impaurito.»

«Il significato della vita è diventato incerto, se i proprio rapporti con gli altri e con se stessi non offrono sicurezza, allora la fama è un mezzo per far tacere i propri dubbi.»

Cerchiamo in tutti i modi di sfuggire al nostro isolamento e all’incertezza, ne siamo spaventati e possiamo temere di ritrovarci in balia degli eventi.
Ma così finiamo solo col diventare sempre più egoisti:

«L’egoismo è una forma di avidità […], affonda le sue radici nella mancanza di simpatia per se stessi.»

E sentiamo come estranei a noi, aspetti della società che noi stessi abbiamo contribuito a creare:

«L’uomo, pur avendo raggiunto un grado notevole di dominio della natura, non controlla le forze della società che ha creato.»

«Le crisi economiche, la disoccupazione, la guerra governano il destino dell’uomo. L’uomo ha costruito il suo mondo […] ma si è estraniato dal prodotto delle sue mani, non è più davvero il padrone del mondo che ha costruito.»

Tutto diventa mercato e merce da piazzare sul mercato, anche la nostra pelle:

«L’uomo non vende soltanto merce, vende anche se stesso e si sente una merce.»

«Se le qualità che uno ha non servono, egli non ne possiede alcuna; proprio come una merce invendibile non ha valore, pur potendo aver una sua utilità.
Così, la fiducia in se stessi, il ’sentimento dell’io’, sono soltanto indicazioni di ciò che gli altri pensano della persona. Questa non si convince del proprio valore indipendentemente dalla popolarità o dal suo successo sul mercato.
Se è ricercata, è qualcuno; se non è popolare, non è nessuno. Questo dipendere della stima di sé dal successo della ‘personalità’ è la ragione principale per cui la popolarità ha per l’uomo moderno una così grande importanza.»

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- L’arte di amare: creare
- L’arte di amare: amore nel lavoro
- Fuga dalla libertà

Bibliografia:
Le citazioni sono tratte da Fuga dalla libertà, Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)