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	<title>Gli ultimi idealrealisti &#187; arte di amare</title>
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		<title>Gli ultimi idealrealisti &#187; arte di amare</title>
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		<title>E. Fromm &#8211; VII</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 11:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte
L’arte di amare: amore nel lavoro
«…amore e lavoro sono inseparabili. Si ama ciò per cui si lavora,
e si lavora per ciò che si ama.»

»» Quando ero piccola guardavo la televisione e davanti a particolari immagini pensavo sempre: da grande farò un lavoro che mi piace.
Le persone mi chiedevano che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=38&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/"><i>Erich Fromm: una vita, un’arte</i></a></p>
<h3><font color="#000080">L’arte di amare: amore nel lavoro</font></h3>
<p align="center"><font color="#000080">«…amore e lavoro sono inseparabili. Si ama ciò per cui si lavora,<br />
e si lavora per ciò che si ama.»</font></p>
<div align="center"></div>
<p><b>»»</b> Quando ero piccola guardavo la televisione e davanti a particolari immagini pensavo sempre: da grande farò un lavoro che mi piace.<br />
Le persone mi chiedevano che cosa avrei voluto fare una volta cresciuta, ai bambini si chiede sempre! Ma io rispondevo che non lo sapevo, ed era vero. Mi sentivo felice nel rispondere in quel modo perché, ai miei occhi, non saperlo significava che avrei potuto fare di tutto, in particolare avrei potuto trovare il lavoro che avrei amato.</p>
<p>Crescendo mi ritrovai circondata da persone che mi dicevano di coltivare i miei talenti, poi affrettandosi ad affermare che &#8220;bisogna sapersi adattare&#8221;. Non capivo: a che cosa mi sarebbero serviti i miei talenti (se ne avevo!) se poi mi sarei dovuta adattare alle circostanze?<br />
Tempo dopo lo capii: per tutti loro i miei talenti mi sarebbero serviti per avere una chance in più, chissà che non fossi fortunata.<br />
I miei genitori credono ancora che io debba impegnarmi nella ricerca di un posto fisso (anche se al momento le offerte vedono solo impieghi temporanei). Credono ancora che ci siano settori più promettenti di altri e che quindi bisognerebbe buttarsi a pesce su quelli. Credono ancora che quando mi trovo a casa e provo a coltivare le mie passioni in realtà io &#8220;non sto facendo nulla&#8221;.</p>
<p>Poco tempo fa sentii uno stralcio di un intervista a Bill Gates e mi ritrovai a pensare che ognuno di noi dice sempre qualcosa di intelligente, ma la maggior parte delle persone in quel momento è attenta ad altre cose: ad esempio, nel caso di Bill Gates, i miei erano concentrati sul fatto che è uno degli uomini più ricchi della Terra, che ha avuto un&#8217;idea geniale, che sotto certi punti di vista è da ammirare…<br />
Peccato che, mentre loro si perdevano in queste riflessioni, Bill Gates in persona stava rispondendo alla domanda: &#8220;Che consiglio darebbe lei ai giovani per farsi strada nel mondo del lavoro?&#8221;</p>
<p>Risposta: &#8220;Io consiglierei loro di impegnarsi in quello che piace. Non state troppo a guardare cosa va al momento perché solo se amate quello che fate avrete la motivazione giusta per continuare a farlo seriamente e con dedizione. Questo è quello che ho fatto io. Se non sei interessato ad una cosa… molto probabilmente ti mancherà sempre quella marcia in più per avere successo.&#8221;<br />
Ho riportato il succo delle sue parole, non il discorso vero e proprio perché non ho una tale memoria! Comunque, credo non ci sia nulla da aggiungere. Non per me, almeno.</p>
<p align="center"><font color="#000080">«Responsabilità: è la mia risposta al bisogno, espresso o inespresso,<br />
di un altro essere umano.</font></p>
<p align="center"><font color="#000080">Rispetto: è la capacità di vedere una persona com&#8217;è, di conoscerne la vera individualità.</font><br />
<font color="#000080">Rispetto significa desiderare che l&#8217;altra persona cresca e si sviluppi per quello che è.»</font></p>
<p>Responsabilità e rispetto, ci sono nel nostro modo d&#8217;amare?<br />
Personalmente mi sono sempre mancati sia l&#8217;una sia l&#8217;altro. Ma non è mai troppo tardi per imparare.</p>
<p><b>Prossimo articolo</b>: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-viii">Fuga dalla libertà</a><br />
<b>Articoli precedenti</b>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/">L’arte di amare: creare</a></p>
<p><b>Bibliografia:</b><br />
Le citazioni sono tratte dal libro <i>L&#8217;arte di amare</i>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
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		<item>
		<title>Erich Fromm &#8211; VI</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 11:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte di amare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte
L’arte di amare: creare
«Come potrebbe un uomo prigioniero nella ragnatela della routine ricordarsi che è un uomo, un individuo ben distinto, uno al quale è concessa un&#8217;unica occasione di vivere, con speranze e delusioni, dolori e timori, col desiderio di amare e il terrore della solitudine e del nulla?»
»» [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=36&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/"><i>Erich Fromm: una vita, un’arte</i></a></p>
<h3><font color="#000080">L’arte di amare: creare</font></h3>
<p align="center"><font color="#000080">«Come potrebbe un uomo prigioniero nella ragnatela della routine ricordarsi che è un uomo, un individuo ben distinto, uno al quale è concessa un&#8217;unica occasione di vivere, con speranze e delusioni, dolori e timori, col desiderio di amare e il terrore della solitudine e del nulla?»</font></p>
<p><b>»» </b>Alle volte basta fermarsi, o è la vita stessa che ci obbliga a farlo. Io, dopo l&#8217;amara delusione in amore, mi fermai proprio davanti a questo libro.<br />
Un momento che sento cruciale nella mia vita.<br />
Tanto cruciale quanto il giorno in cui vidi quel ragazzo senza il quale non avrei provato lo stato d&#8217;animo che mi avvicinò al libro.</p>
<p>Le esperienze che viviamo ci mostrano l&#8217;unicità del percorso che stiamo compiendo. Sentirsi unici come individui non significa isolarsi dagli altri e non entrare più in comunione emotiva con loro. Tutt&#8217;altro! Col tempo e grazie al libro io riuscii a rielaborare i sentimenti che avevo provato per quel ragazzo e, beh, credo che alla fine, fui pronta per innamorarmi davvero.</p>
<p align="center"><font color="#000080"> «L&#8217;uomo si unisce col mondo nel processo di creazione.»</font></p>
<p>Chiusa quella storia non ne volevo più sapere di guardare altri ragazzi e ricadere nella stessa ragnatela, ero stata troppo male e nonostante la ferita si fosse ormai cicatrizzata, ogni tanto la sentivo ancora pulsare.</p>
<p>Ma se puoi scegliere di amare oppure no, non puoi scegliere di provare dei sentimenti verso qualcuno oppure no.<br />
Dopo aver notato una persona puoi anche dirti che non ne vale la pena, che non sei ancora pronta, che hai già sofferto una volta e niente ti fa supporre che non ti capiterà di nuovo, ma sono solo pensieri. La mente va da una parte, il cuore da un&#8217;altra.<br />
Io optai per la direzione della mente impreparata alle conseguenze.</p>
<p>Nonostante avessi deciso di ignorare quel nuovo sentimento mi ritrovai col profondo desiderio di creare, di scrivere, cantare, parlare ed ascoltare gli altri. In poche parole: mi aprii al mondo.<br />
Non ero di buon umore (di quel buon umore che di solito si attribuisce ad una persona innamorata, in quanto io non ero innamorata), eppure mi sentivo in comunione con la vita che mi circondava.<br />
Litigavo di meno con i miei, ero più propensa a non sputare giudizi e ad ascoltare i miei amici, mi sentivo estremamente creativa, anche nelle cose più piccole.</p>
<p align="center"><font color="#000080">«…l&#8217;amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità.»</font></p>
<p>Ero pronta per amare qualcuno? No, non lo ero ancora, ma potevo capire se avevo mai amato veramente qualcuno prima di quel momento. Amare non dovrebbe essere un verbo usato prevalentemente per il proprio patner, ma anche per i genitori, fratelli e sorelle, nonni, amici, conoscenti, animali… per il mondo intero insomma.</p>
<p>Leggendo quella frase inciampai pressoché subito, sulla terza parola importante: unione. Finora avevo sempre preservato la mia integrità, ossia la mia individualità (credendo di averne una), ma non mi ero mai sentita particolarmente legata a nessuno.<br />
Per quale motivo? Beh, credo sia semplice rispondere: il mio amore non era maturo.</p>
<p align="center"><font color="#000080"> «Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere.»</font></p>
<p>Alcune persone, già in passato, mi avevano fatto desiderare di dare loro qualcosa, di condividere, di non trattenere a me. E in seguito altre mi fecero capire l&#8217;importanza del saper ricevere.<br />
Dare e ricevere: i due piatti di una bilancia che avrebbero portato equilibrio alla mia vita, alle mie relazioni sociali e al mio amore.</p>
<p align="center"><font color="#000080"> «Se amate senza suscitare amore, vale a dire, se il vostro amore non produce amore, se attraverso l&#8217;espressione di vita di persona amante voi non diventate una persona amata, allora il vostro amore è impotente, è sfortunato.»</font></p>
<p>Ci è stato insegnato ad amare? Ci hanno detto che cosa significa amare? Sacrilegio! Nessuno dovrebbe poter insegnare qualcosa sull&#8217;amore, né tanto meno dirci che cosa significa!<br />
Lo pensate davvero? Io lo credevo, ma se mi guardo intorno vedo solo persone incapaci di amare se non in modo rozzo e superficiale. Io stessa ne sono l&#8217;esempio vivente.</p>
<p>Amavo i miei genitori? Sì, certo, avrei detto. Suscitavo il loro amore? Sì, certo, avrei risposto. Ma l&#8217;amore che diamo e quello che riceviamo ci permette davvero di non sentirci rifiutati o feriti da quelle stesse persone?<br />
Non è che non siamo amati, ma spesso lo siamo di un amore che non ci aiuta a crescere, ci permette solo di continuare a vivere.</p>
<p align="center"><font color="#000080"> «Amore è interesse attivo per la vita e la crescita<br />
di ciò che amiamo.<br />
Là dove manca questo interesse, non esiste amore.»</font></p>
<p>Ora mi rendo conto che non ho mai amato veramente nulla nella mia vita. Provavo affetto, volevo bene (nel senso che speravo il bene per le persone a cui tenevo), ma poi li lasciavo a loro stessi. Io vivevo la mia vita e loro vivevano la loro.</p>
<p>Non c&#8217;era un interesse attivo da parte mia, non pensavo alla loro crescita come a qualcosa in cui avrei potuto influire.<br />
Non vedevo negli altri un sincero interesse per la mia vita, perché, quindi, avrei dovuto provarne per la loro?</p>
<p>Ero convita di essere l&#8217;unica a capire i miei veri bisogni.<br />
Per gli altri c&#8217;era sempre un &#8220;modo diverso&#8221;: una diversa scuola da frequentare, diversi interessi da coltivare, diversi pensieri a cui pensare, un diverso carattere da dimostrare…</p>
<p><b>Prossimo articolo</b>: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-vii/">L’arte di amare: amore nel lavoro</a><br />
<b>Articoli precedenti</b>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/36/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=36&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Erich Fromm &#8211; V</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 18:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte di amare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://shiningardenracconta.wordpress.com/?p=35</guid>
		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte
L’arte di amare: la solitudine
« Amore: la risposta al problema dell&#8217;esistenza umana »
»» L&#8217;arte di amare è un libro diviso in quattro capitoli, di cui uno, la teoria dell&#8217;amore, suddiviso in tre paragrafi. Uno di questi paragrafi è appunto quello citato qui sopra, Amore: la risposta al problema dell&#8217;esistenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=35&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/"><i>Erich Fromm: una vita, un’arte</i></a></p>
<h3><font color="#000080">L’arte di amare: la solitudine</font></h3>
<p align="center"><font color="#000080">« Amore: la risposta al problema dell&#8217;esistenza umana »</font></p>
<p><b>»»</b> L&#8217;arte di amare è un libro diviso in quattro capitoli, di cui uno, la teoria dell&#8217;amore, suddiviso in tre paragrafi. Uno di questi paragrafi è appunto quello citato qui sopra, Amore: la risposta al problema dell&#8217;esistenza umana.</p>
<p align="center"><font color="#000080">« Nella civiltà occidentale contemporanea, l&#8217;unione col gruppo è la maniera più frequente per superare l&#8217;isolamento. […]</font><br />
<font color="#000080">Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo, salvo dal terrore della solitudine. »</font></p>
<p>Il desiderio di essere speciali è dentro ognuno di noi, ma quello di sentirci accettati è spesso più forte. Abbiamo bisogno di sentirci parte di un gruppo: che sia la nostra famiglia, i nostri amici, i compagni di scuola, i colleghi di lavoro… dovunque andiamo e qualsiasi cosa facciamo ci portiamo dentro questo bisogno e chi più, chi meno riesce a soddisfarlo.<br />
Alle volte la solitudine rimane l&#8217;ultima risorsa di una persona che gli altri non accettano e magari scherniscono.</p>
<p>Dopo che la mia storia &#8220;d&#8217;amore&#8221; era finita, io mi sentii sola, ma scoprii di non esserlo. Il mio era più un sentimento che un dato di fatto.<br />
Per anni mi sono sentita compagna della solitudine, per mia scelta e per scelta degli altri. Non recrimino su questo, anzi, so che è stato importante per me: non fuggire dalla solitudine mi ha insegnato che potevo gestirla.</p>
<p align="center"><font color="#000080">« [Nelle persone] il consenso generale serve come riprova della correttezza delle proprie idee.»</font></p>
<p>Quanto spesso ci capita di crederlo e quanto spesso la storia ci ha smentiti? Che cosa dire, per fare due esempi agli antipodi, di Galileo Galilei e di Hitler?<br />
Galilei fu costretto ad abiurare eppure la sua teoria era giusta e fondata.<br />
Hitler ottenne il consenso di buona parte dei tedeschi e persino di uomini illustri al di là dei confini della Germania.</p>
<p>Galilei morì avendo rinnegato ciò che dentro di lui era una verità tanto semplice quanto dimostrabile.<br />
Hitler nella sua vita disse una sola cosa con la quale, amaramente, possiamo concordare: &#8220;Che fortuna per chi governa che gli uomini non pensino.&#8221;<br />
Il consenso non dimostra per forza la correttezza delle idee esposte, quanto più che, in quel momento, qualcuno ha cessato di pensare.</p>
<p><b>Prossimo articolo</b>: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/">L’arte di amare: creare</a><br />
<b>Articoli precedenti</b>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)</p>
<p><b>Bibliografia:</b><br />
Le citazioni sono tratte dal libro <i>L’arte di amare</i>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Erich Fromm &#8211; IV</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 10:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte di amare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte
II seconda parte
L’arte di amare: amare è un’arte
« La gente non pensa che l&#8217;amore non conti […] eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d&#8217;amore. »
Ed effettivamente era così anche per me. Mentre leggevo il libro e subito, sin dall&#8217;inizio, mi si diceva che non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=34&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <i><a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
II seconda parte</i></p>
<h3><font color="#000080">L’arte di amare: amare è un’arte</font></h3>
<p align="center"><font color="#000080">« La gente non pensa che l&#8217;amore non conti […] eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d&#8217;amore. »</font></p>
<p>Ed effettivamente era così anche per me. Mentre leggevo il libro e subito, sin dall&#8217;inizio, mi si diceva che non avevo tra le mani un volumetto &#8220;sulla facile istruzione dell&#8217;arte di amare&#8221;, mi rendevo conto che forse c&#8217;erano tante cose che avevo dato per scontate, e tante che avevo palesemente ignorato.<br />
Vere o false che fossero mi dissi che sarebbe valsa la pena leggere il libro con spirito critico e valutare le sue affermazioni obiettivamente.</p>
<p align="center"><font color="#000080">« La maggior parte della gente ritiene che amore significhi &#8220;essere amati&#8221;, anziché amare; di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili. »</font></p>
<p>Vero? Falso? Forse fin troppo vero. Per me è stato così sin dall&#8217;inizio: alle volte cerchi qualcuno che ti ami quasi con la convinzione che se lo troverai questa persona ti darà la prova che anche tu puoi essere amato. Se lui ti ama allora significa che anche altri ti possono amare, quindi non sei una persona sgradevole o antipatica (come alle volte succede di pensare quando ti ritrovi solo).<br />
In me, inoltre, c&#8217;è sempre stato anche un ulteriore meccanismo: se è l&#8217;altra persona ad amarmi, io posso accettare il suo amore senza mettermi veramente in gioco. Non sono io ad aver scelto lui, ma è stato lui a scegliere me.</p>
<p>Al primo appuntamento ci si lustra ben bene e poi… sarà amore eterno. Peccato che il lucido scompaia ben presto, sia sul nostro viso sia su quello dell&#8217;altra persona, e così, purtroppo, molto spesso capita di ritrovarsi a fare coppia fissa… con un estraneo.</p>
<p align="center"><font color="#000080">«La gente ritiene che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal quale essere amati, sia difficile. »</font></p>
<p>In fondo difficilmente ci capita di pensare che potremmo non essere capaci di amare. Siamo semplicemente convinti di essere sfortunati in quanto non riusciamo a trovare la persona che fa battere il nostro cuore, tremare le nostre gambe, azzerare la nostra salivazione&#8230; In poche parole: pensiamo sia difficile trovare &#8220;quella persona speciale&#8221; che distingueremo dalla massa e desidereremo conoscere. Amare, invece? Oh, sarà facile amare la &#8220;persona giusta&#8221;!<br />
Peccato che di persone giuste al primo sguardo siamo anche in grado di trovarne un discreto numero durante la nostra vita, ma poi tutte lasciano cadere la maschera e al millesimo sguardo scopriamo che sono quelle sbagliate. Una bella fregatura!</p>
<p>Fino a qualche tempo fa pensavo di essere perfettamente in grado di amare, dovevo solo trovare il soggetto giusto e… sarebbe stata una fiaba. Non pensavo al principe azzurro o all&#8217;anima gemella, semplicemente a quella persona da cui, in un certo senso, mi sarei &#8220;sentita chiamata&#8221;.<br />
Poi quella persona è giunta e la mia bella fiaba non l&#8217;ho mai potuta vivere. Come mai? Mi chiedevo. È stato terribile per me scoprire che si poteva pensare di provare qualcosa di sincero e l&#8217;altra persona non era dello stesso avviso.<br />
Migliaia di domande continuavano a vorticarmi in testa ed ecco che torniamo al momento culminante nella libreria.</p>
<p align="center"><font color="#000080">«Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita. […] Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore non duraturo. »</font></p>
<p>Erich Fromm conosceva alcune risposte alle mie domande.<br />
Prima risposta: ecco quello che avevo provato conoscendo quel ragazzo. Era vero, avevo sentito distintamente quel muro crollare davanti a me ed era stata una sensazione forte, eccitante. Come un giro sulle montagne russe: qualcosa di nuovo che di sicuro, avevo pensato, avrebbe portato dei cambiamenti nella mia vita.<br />
In effetti i cambiamenti li portò, ma non quelli che avevo supposto io.</p>
<p align="center"><font color="#000080">«All&#8217;inizio, essi scambiano l&#8217;intensità dell&#8217;infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell&#8217;intensità del loro sentimento, mentre potrebbe solo provare l&#8217;intensità della loro solitudine.»</font></p>
<p>Mai parole avevano colto di più nel segno: ora, a storia finita, potevo guardare al passato con una certa obiettività e ammettere che alcune cose le vogliamo vedere e altre ci si mostrano senza che noi siamo in grado di percepirle.<br />
L&#8217;infatuazione era stata intensa? Sì. C&#8217;era amore? Questo davvero non lo so dire, ma presumo di no. Prima di incontrarlo mi sentivo sola? Devo essere sincera e lo sarò: sì. Solo che mi sentivo sola prima di incontrarlo, ho continuato a sentirmi sola dopo averlo incontrato (anche se avevo il pensiero di lui a tenermi compagnia) e mi sentii sola dopo che la storia era finita.<br />
Mi ero quindi invaghita di lui perché mi sentivo sola? Non credo, ma conservavo dentro di me parecchie convinzioni sbagliate sull&#8217;amore e lui le fece emergere tutte nel peggior modo possibile: me ne rese consapevole mentre ero nel vivo della mia infatuazione.</p>
<p><b>Prossimo articolo:</b> <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a><br />
<b> Articoli precedenti:</b><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">L’arte di amare: amare è un’arte (I parte)</a></p>
<p><b>Bibliografia:</b><br />
Le citazioni sono tratte dal libro <i>L&#8217;arte di amare</i>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/34/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=34&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Erich Fromm &#8211; III</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 10:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte di amare]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte
I parte
L’arte di amare: amare è un’arte
« Mentre si è coscientemente timorosi di non essere amati, il vero, sebbene inconscio timore, è quello d&#8217;amare.»
»» L&#8217;arte di amare è stato il libro che mi ha avvicinata alle opere di Erich Fromm, al suo lavoro di psicanalista.
Prima di leggere i suoi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=33&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <i><a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
I parte</i></p>
<h3><font color="#000080">L’arte di amare: amare è un’arte</font></h3>
<p align="center"><font color="#000080">« Mentre si è coscientemente timorosi di non essere amati, il vero, sebbene inconscio timore, è quello d&#8217;amare.»</font></p>
<p><b>»» </b><i>L&#8217;arte di amare</i> è stato il libro che mi ha avvicinata alle opere di Erich Fromm, al suo lavoro di psicanalista.</p>
<p>Prima di leggere i suoi libri mi ero sempre tenuta a debita distanza dalla psicoanalisi, non che non ne fossi attratta, ma diciamo che Freud non mi stava molto simpatico.</p>
<p>Un tipo geniale, di sicuro, per essersi tirato fuori un&#8217;intera corrente psicologica che ha rivoluzionato il &#8216;900, ma non certo un progressista in assoluto. Anche lui aveva le sue belle idee vecchio stampo, prima fra tutte quella che le donne fossero inferiori agli uomini e che quindi, se ai maschietti capitava di soffrire del complesso di Edipo, le femminucce soffrivano di quello di Elettra (per intenderci del complesso di castrazione…, ossia del fatto di non essere maschi!).</p>
<p>Erich Fromm, invece, è tutta un&#8217;altra storia. Lui è stato un progressista nel vero senso della parola.</p>
<p>Stavo girovagando tra gli scaffali di una libreria quando mi capitò di scorgere un libro dal titolo intrigante: <i>L&#8217;arte di amare</i>, appunto.<br />
Lo trovai intrigante perché fino a quel momento avevo sempre creduto che amare fosse… amare e basta. Non capivo che cosa significasse il concetto di arte associato a quello dell&#8217;amore.<br />
Riguardava il modo d&#8217;amare? Le strategie da attuare per farsi amare? Cosa fare o non fare in amore?</p>
<p>Proprio in quel periodo stavo cercando di uscire da una storia finita male e avevo bisogno di risposte. Continuavo a chiedermi perché mi era capitata una situazione del genere, se avevo sbagliato in qualcosa, se semplicemente dovevo accettare il fatto che alcune cose capitano e basta.</p>
<p>Fu con quello spirito che mi avvicinai al libro di Fromm e incominciai a sfogliarlo.<br />
Magari qualcun altro al mio posto non lo avrebbe neppure notato o lo avrebbe rimesso sullo scaffale dopo una veloce occhiata. Ma io non riuscii a lasciarlo in quella libreria e ora eccomi qui a parlarvene.</p>
<p>Ultimamente mi è capitato di leggere un altro libro che parla dell&#8217;amore, <i>Tutto sull&#8217;amore. Nuove visioni</i> di bell hooks, e mi sono resa conto che alcune cose non finiremo mai di impararle.<br />
Erich Fromm scrisse <i>L&#8217;arte di amar</i>e nel 1956, bell hooks ha scritto il suo libro nel 2000. E quanti altri libri sono stati scritti sull&#8217;argomento nell&#8217;arco di quasi 50 anni?! La bibliografia citata da bell hooks è lunga, gli esempi da lei riportati vari.</p>
<p>Uomini e donne, forse più uomini che donne, hanno scritto sull&#8217;argomento, si sono interrogati, hanno studiato e sono giunti tutti alla stessa conclusione:<b> l&#8217;amore</b> è molto più di un sentimento, <b>è un atto di volontà, una scelta, un&#8217;arte</b>.</p>
<p align="center"><font color="#000080">« È l&#8217;amore un&#8217;arte? Allora richiede sforzo e saggezza. »</font></p>
<p>Sforzo e saggezza. Ecco che dopo aver letto questa frase mi sono sentita cadere dalle nuvole. Ma nelle fiabe, nei film, nei libri non finiva sempre che quando ti capitava di incontrare il &#8220;grande amore&#8221; poi si viveva felici e contenti?! Se ti capita di incontrarlo, certo, poiché succede sempre più spesso di dover scendere a compromessi con il proprio cuore…</p>
<p>Insomma dentro di me albergavano da sempre un misto di amore romantico e uno spirito scettico e disilluso.<br />
E ora mi venivano a dire che l&#8217;amore non è qualcosa che &#8220;ti capita&#8221;, ma qualcosa di cui ti devi prendere cura e conoscere.<br />
Nel libro aleggiavano questi interrogativi: umilieresti una persona che ami? La picchieresti? La insulteresti?</p>
<p align="right">(… <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">leggi la seconda parte</a>)</p>
<p><b>Articoli precedenti:</b><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a></p>
<p><b>Bibliografia:</b><br />
Le citazioni sono tratte dal libro <i>L&#8217;arte di amare</i>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)<br />
Prezzo: € 7,40<br />
<i>Tutto sull&#8217;amore. Nuove visioni</i>, bell hooks, Universale Economica Feltrinelli (2004)<br />
Prezzo: € 6,50</p>
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