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	<title>Gli ultimi idealrealisti &#187; psicologia</title>
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	<description>"Si può essere Realisti pur essendo Idealisti."</description>
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		<title>Gli ultimi idealrealisti &#187; psicologia</title>
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		<title>Fuggire, lottare o nascondersi?</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 12:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo post concludo l’analisi del libro Comment apprivoiser son crocodile di Catherine Aimelet-Périssol parlando di due reazioni opposte: la lotta e il ripiegamento su se stessi.
Se, come ho discusso nel precedente post, alcuni di fronte alla paura reagiscono fuggendo, altri posso optare al contrario per la lotta o per una sorta di invisibilità temporanea.
La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=703&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Con questo post concludo l’<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">analisi del libro <em>Comment apprivoiser son crocodile</em> di Catherine Aimelet-Périssol</a> parlando di due reazioni opposte: la <strong>lotta</strong> e il <strong>ripiegamento su se stessi</strong>.<br />
Se, come ho discusso nel <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/">precedente post</a>, alcuni di fronte alla paura reagiscono fuggendo, altri posso optare al contrario per la lotta o per una sorta di invisibilità temporanea.</p>
<h2>La lotta come reazione alla paura</h2>
<p>Scegliere di lottare significa ribellarsi alla propria mancanza d’<strong>identità</strong>.<br />
Spesso capita di non riconoscersi come individui, e di non essere riconosciuti come tali dagli altri, questo genera un’aggressività latente, un senso di frustrazione a cui reagiamo digrignando i denti e preparandoci ad attaccare il nostro avversario.</p>
<p>Conoscete qualcuno che nelle situazioni di stress reagisce con rabbia, è sempre in movimento e ha opinioni ferme e inamovibili? Bene, potreste trovarvi di fronte ai sintomi di una reazione difensiva basata sulla lotta. Chi vi sta di fronte, o chissà forse proprio voi stessi, si sente minacciato e sta semplicemente proteggendo la sua identità. O così pensa.</p>
<p>La funzione della lotta è quella di distinguersi: ci siamo noi e l’altro, o meglio <em>gli altri</em>.<br />
<strong>Vincere, ottenere, realizzare qualcosa</strong> significa esistere per chi attua questo tipo di reazione. L’emozione principale è una tensione, un’aggressività che viene spesso interpretata come stress.<br />
La fuga non è concepibile perché non lo è  la sconfitta: la posta in gioco è un’identità da riconquistare… ad ogni nuova battaglia. </p>
<h2>Il ripiegamento su se stessi</h2>
<p>Il terzo e ultimo tipo di reazione è molto frequente in natura e i suoi migliori rappresentanti sono gli animali che si mimetizzano, come il camaleonte.<br />
La reazione si innesca nell’individuo quando si presenta qualcosa che minaccia la sua <strong>integrità d’essere</strong>. Questa reazione, infatti, esprime <strong>il bisogno di sentirsi reali, di realizzarsi e di sentirsi compiuti</strong>.</p>
<p>Il motto di una persona che si ripiega su se stessa potrebbe essere: “Non visto, non catturato, non mangiato, ancora vivo!”<br />
La reazione, infatti, porta l’individuo a nascondersi, a mimetizzarsi con l’ambiente esterno, a “cancellarsi” con l’obiettivo di diventare invisibile agli occhi altrui. Passare inosservato diventa un imperativo categorico quando la fuga e la lotta non sono soluzioni attuabili.<br />
Questo atteggiamento tende a salvaguardare l’essenza di sé attraverso una sorta di immobilità forzata e “inesistenza” temporanea.</p>
<p>Chi reagisce alla paura ripiegandosi su se stesso è costantemente affaticato e spesso svogliato. Ad un certo punto della sua vita l’individuo si è arreso alle difficoltà pensando di non essere all’altezza e che la vita fosse troppo complicata. In alcuni casi la reazione è evidente, in altri è sottile e lo priva giorno dopo giorno della voglia di fare.</p>
<h2>Fuggire lottare o difendersi?</h2>
<p>In conclusione, è possibile attuare anche due o tutti e tre i tipi di reazione ma ne sentiremo solo uno come una seconda pelle. Ed è a questa reazione dominante che dovremo prestare attenzione.  Di fronte ad un pericolo dobbiamo chiederci: che cosa scatena la mia reazione?<br />
In breve, se fuggiamo è il bisogno di sicurezza che sentiamo precario nella nostra vita; se lottiamo è il bisogno d’identità che ci pungola costantemente; se ci ripieghiamo su noi stessi è il bisogno di realtà d’essere a mancarci. In tutte e tre i casi, però, ci sarà <strong>un senso di mancanza latente</strong> che ci impedirà di essere sereni.<br />
Catherine Aimelet-Périssol è partita da questo presupposto per scrivere il suo libro e analizzare il fenomeno del nostro “coccodrillo interiore”.<br />
Esiste una soluzione? Sì, certo e parte dal presupposto che noi siamo <strong>efficaci</strong> e abbiamo a disposizione tutto il necessario per prenderci cura di noi stessi, senza aspettare gli altri. <em>Perché gli altri non possono riempire un vuoto che sentiamo solo noi</em>.</p>
<p>La parola d’ordine è <strong>nutrire</strong>: nutrire i nostri bisogni, nutrire la nostra sicurezza, la nostra identità e la realtà d’essere. Dobbiamo riappropriarci dei nostri spazi, spiega Aimelet-Périssol, perché le relazioni con gli altri sono condizionate dalla percezione che abbiamo di noi e dalle reazioni che ne scaturiscono.</p>
<p>Vi siete riconosciuti nelle reazioni difensive descritte? Di fronte ad un pericolo, reale o presunto, tendete a scappare, a lottare o a mimetizzarvi? </p>
<p><strong>Per saperne di più</strong>: <a href="http://www.libreriafrancese.it/libro/comment-apprivoiser-son-crocodile_9782266173520.html" target="_blank" rel="nofollow">Comment apprivoiser son crocodile</a>, Catherine Aimelet-Périssol, ed. Pocket Évolution</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">Un coccodrillo per amico</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/">Il bisogno di sicurezza</a></p>
<p><strong>Per approfondire</strong>:<br />
- <a href="http://lepouvoirdesemotions.typepad.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/catherine-aimel.html" target="_blank">Catherine Aimelet-Périssol parla del suo libro</a> (in francese)<br />
- <a href="http://lepouvoirdesemotions.typepad.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/thme-du-mois-le.html" target="_blank" rel="nofollow">Il tema del mese: il coccodrillo</a>, <a href="http://www.lepouvoirdesemotions.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/thme-du-mois--1.html" target="_blank" rel="nofollow"> 2</a>, <a href="http://www.lepouvoirdesemotions.com/mieuxvivreavecsesemotions/2008/01/thme-du-mois--2.html" target="_blank" rel="nofollow">3</a> (in francese)</p>
Posted in psicologia Tagged: psicologia, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/703/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=703&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il bisogno di sicurezza</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 17:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[I bisogni esistenziali sono all’origine delle nostra motivazione: se non vengono soddisfatti per inerzia o incapacità generano frustrazione e una sensazione di mancanza.
Bere, mangiare, dormire, riprodursi… i nostri bisogni non si fermano qui, altri 3 sono altrettanto importanti per assicurarci il benessere:

il bisogno di sicurezza
il bisogno di identità
il bisogno della realtà d’essere

Come scrive Aimelet-Périssol, l’essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=693&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I bisogni esistenziali sono all’origine delle nostra <strong>motivazione</strong>: se non vengono soddisfatti per inerzia o incapacità generano frustrazione e una sensazione di <em>mancanza</em>.</p>
<p>Bere, mangiare, dormire, riprodursi… i nostri bisogni non si fermano qui, altri 3 sono altrettanto importanti per assicurarci il benessere:</p>
<ul>
<li>il bisogno di sicurezza</li>
<li>il bisogno di identità</li>
<li>il bisogno della realtà d’essere</li>
</ul>
<p>Come scrive Aimelet-Périssol, l’essere umano è mosso dalla sua aspirazione a sentirsi “integro”. La sicurezza, l’identità e la realtà d’essere sono le tre forme d’espressione di questo bisogno primordiale.</p>
<h2>Il bisogno di sicurezza</h2>
<p>Essere al sicuro significa “essere protetto dai pericoli”, il bisogno di sicurezza indica quindi la <strong>necessità di proteggersi</strong> e di creare o anche inventare il modo per favorire sempre la protezione di se stessi.</p>
<p>I valori fondamentali di questo bisogno sono l’<strong>affidabilità</strong> e la <strong>libertà</strong>.<br />
<strong>Affidabilità</strong> significa potersi fidare di se stessi, di qualcuno o di qualcosa. <strong>Libertà</strong> è invece la possibilità di scelta che la sicurezza non può comunque togliere all’individuo. Sicurezza e libertà sono forze complementari a livello biologico: per poterci sentire “sicuri”, abbiamo bisogno di sentirci liberi di usare i mezzi a nostra disposizione, di muoverci e di esprimerci.</p>
<h3>Mancanza di sicurezza</h3>
<p>In uno stato di insicurezza proviamo <strong>paura</strong>. Quando il nostro bisogno di sicurezza è frustrato il <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">coccodrillo</a> percepisce il pericolo e scatta la reazione difensiva. La paura diventa fondamentale per preservare la vita.<br />
L’impossibilità di assicurarci sicurezza e libertà minaccia la nostra integrità e dà il via a un’automatica reazione di difesa: la <strong>fuga</strong>. </p>
<p>Si fugge con le parole o con lo sguardo, si allontanano gli altri o ci si allontana da loro alla ricerca della sicurezza perduta. Tutti gli allarmi sono in azione e la vicinanza dell’altro potrebbe rappresentare un pericolo insopportabile all’incolumità del nostro essere. Evitare l’altro diventa quindi l’imperativo per sopravvivere.<br />
La reazione di fuga è una strategia protettiva non cosciente che rivela una nostra resistenza, difficoltà o addirittura impossibilità reale di soddisfare coscientemente la nostra sicurezza. Questa autolimitazione non cosciente fa scattare un’esigenza imperativa ed esistenziale di sicurezza.</p>
<p><strong>Per saperne di più: </strong><br />
<em><a href="http://www.libreriafrancese.it/libro/comment-apprivoiser-son-crocodile_9782266173520.html" target="_blank" rel="nofollow">Comment apprivoiser son crocodile</a></em>, Catherine Aimelet-Périssol, ed. Pocket Évolution</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/">Un coccodrillo per amico</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/">Fuggire, lottare o nascondersi?</a></p>
Posted in psicologia Tagged: libri, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/693/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=693&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un coccodrillo per amico</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/25/un-coccodrillo-per-amico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 20:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come addomesticare il proprio coccodrillo è il titolo di un libro che ho comprato la scorsa estate in Francia (titolo originale: Comment apprivoiser son crocodile). Un manuale di zoologia? Un volume su come diventare un perfetto trafficante di animali esotici? Difficile dire quale dei due argomenti mi interessi di meno e scontato dichiarare, invece, il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=674&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/crocodile_cop.jpg" alt="" /></p>
<p><em>Come addomesticare il proprio coccodrillo</em> è il titolo di un libro che ho comprato la scorsa estate in Francia (titolo originale: <em>Comment apprivoiser son crocodile</em>). Un manuale di zoologia? Un volume su come diventare un perfetto trafficante di animali esotici? Difficile dire quale dei due argomenti mi interessi di meno e scontato dichiarare, invece, il mio intramontabile interesse per la psicologia.</p>
<p><em>Comment apprivoiser son crocodile</em> di Catherine Aimelet-Périssol, infatti, è un libro sulla psicologia delle emozioni applicata al quotidiano.<br />
Molti leggono i cosiddetti libri di “auto-aiuto” pensando che, giunti all’ultima pagina, si ritroveranno tra le mani una vita nuova di zecca, senza macchie e sgualciture. Altri rifuggono da qualsiasi argomento associ la parola emozioni alla parola vita considerandolo frivolo e adatto a chi ha tempo da perdere.</p>
<h3>È davvero così? O tutto o niente?</h3>
<p>Sono le circostanze, gli imprevisti, i problemi, gli <em>altri</em> a renderci ansiosi, arrabbiati, frustrati, angosciati? Ci dividiamo in categorie: gli “adattati” e i “disadattati”, i “normali” e i “problematici”?<br />
Basta qualche pillola, le parole di un bravo psicoterapeuta e vivremmo tutti in una società più sana e sicura? O sono tutte cavolate?</p>
<p>Tutto o niente?</p>
<p><span id="more-674"></span></p>
<h2>Chi è il coccodrillo?</h2>
<p>Per capirlo dobbiamo partire da un presupposto che ci accomuna: siamo abituati ad attribuire alla situazione che viviamo la causa (e colpa) del nostro malessere, qualunque esso sia. È colpa degli altri o degli avvenimenti se stiamo male, quindi la nostra “guarigione” non può che trovarsi <em>là fuori</em>.<br />
Secondo il filosofo Epitteto però, scrive Aimelet-Périssol, la biologia ci insegna una verità completamente diversa: <strong>l’origine del malessere si trova nell’interpretazione personale che diamo alla situazione che viviamo</strong>.</p>
<p>Ci sono situazioni a cui reagiamo condizionati dallo stress o da forti emozioni che ci sommergono. In questi casi qual è la reazione del nostro cervello?<br />
Aimelet-Périssol spiega che una parte del nostro cervello, la più antica denominata rettiliana, agisce come un <strong>pilota automatico</strong>. Questa parte è stata ribattezzata “coccodrillo” dal giornalista e scrittore Arthur Koestler. Da qui il suo nome nel libro.</p>
<h2>Il coccodrillo e il suo ruolo</h2>
<p>Il cervello rettiliano, o coccodrillo, è importante perché regola la soddisfazione dei nostri bisogni essenziali legati al sonno, alla sete, alla fame e alla riproduzione. Inoltre, insieme al cervello limbico, assicura il bisogno di integrità che si manifesta in tre forme diverse:</p>
<ul>
<li>il bisogno di sicurezza</li>
<li>il bisogno di identità</li>
<li>il bisogno della realtà d’essere</li>
</ul>
<p>Il coccodrillo protegge e difende questi bisogni. È responsabile della difesa dell’integrità dell’individuo di fronte a tutti gli avvenimenti che potrebbero minacciarlo, siano essi esterni o interiori.<br />
Come ci difende il coccodrillo? Aimelet-Périssol scrive che le risposte fornite a qualsiasi minaccia alla nostra integrità sono tre, sono universali e si ritrovano in ognuno di noi: <strong>si fugge, si lotta o ci si ripiega su se stessi</strong>.</p>
<p>La <strong>fuga</strong> ha come obiettivo evitare la minaccia.<br />
La <strong>lotta</strong> tende a dominare la minaccia.<br />
Il <strong>ripiegamento su se stessi</strong> è finalizzato al richiudersi in se stessi per passare inosservati di fronte ad una minaccia.</p>
<h2>Che cosa scatena la sua reazione</h2>
<p>La minaccia è rappresentata dalla “mancanza”, da bisogni insoddisfatti che risvegliano il coccodrillo e colorano le nostre emozioni di paura, tensione e fatica. Il coccodrillo ci deve difendere, per questo motivo scatena in noi reazioni difensive trasmettendoci il messaggio di un bisogno insoddisfatto che minaccia l’equilibrio dell’essere.</p>
<p>Le sue però sono sempre risposte palliative alla “mancanza”: come scrive l’autrice, l’<strong>agitazione</strong> moltiplica le soluzioni per far fronte alla minaccia e diminuisce l’insicurezza; la <strong>collera</strong> permette all’individuo di riaffermarsi e attenuare la sua mancanza d’identità; le <strong>lacrime</strong> arrecano un sollievo temporaneo trasmettendo un senso di realtà. Ma purtroppo non dura mai e il bisogno, non veramente soddisfatto, torna a tormentarci.</p>
<p>Come affrontare le situazioni negative, i problemi, il sentimento di “mancanza” e i nostri bisogni insoddisfatti? Il coccodrillo prova ad aiutarci, ma i suoi risultati sono sempre troppo brevi e non soddisfacenti.<br />
Da questa considerazione parte l’analisi di Aimelet-Périssol che delinea innanzitutto la natura dei nostri bisogni, le risposte difensive attuate dal coccodrillo e le possibili risposte da contrapporvi per soddisfare realmente i nostri bisogni.</p>
<p>Dedicherò altri due post all’argomento che nonostante non possano essere esaustivi, spero spingano ad approfondirne la conoscenza leggendo il libro. Al momento <em><a href="http://www.libreriafrancese.it/libro/comment-apprivoiser-son-crocodile_9782266173520.html" target="_blank">Comment apprivoiser son crocodile</a></em> è disponibile solo in francese.</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong>:<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/03/30/il-bisogno-di-sicurezza/">Il bisogno di sicurezza</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2009/04/29/fuggire-lottare-o-nascondersi/">Fuggire, lottare o nascondersi?</a></p>
Posted in psicologia Tagged: libri, psicologia, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/674/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=674&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Capire e gestire la rabbia: il segreto in una tazza di tè</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/11/30/capire-e-gestire-la-rabbia/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/11/30/capire-e-gestire-la-rabbia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 11:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo by yugoQ
Preparare il tè è un’operazione semplice: si prende un bollitore, si riempie d’acqua e si mette sui fornelli. Si accende il fuoco e nel frattempo si predispongono tazze e bustine di tè. Bianco, verde, nero, al limone, al gelsomino, la scelta è ampia.
Preparare il tè è anche un’arte: l’acqua dovrebbe essere portata vicino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=358&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.shiningarden.com/img/tea_cup.jpg" alt="Photo by yugoQ" /><font size="1">Photo by <a rel="nofollow" href="http://flickr.com/photos/yugoq">yugoQ</a></font></p>
<p><strong>Preparare il tè è un’operazione semplice</strong>: si prende un bollitore, si riempie d’acqua e si mette sui fornelli. Si accende il fuoco e nel frattempo si predispongono tazze e bustine di tè. Bianco, verde, nero, al limone, al gelsomino, la scelta è ampia.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.pacoreste.net/preparare.html" target="_blank">Preparare il tè è anche un’arte</a>: l’acqua dovrebbe essere portata vicino al punto di ebollizione prima di essere tolta dal fuoco e versata in una tiepida teiera, al posto delle bustine si dovrebbero scegliere le naturali foglie di tè, si dovrebbe controllare il tempo di infusione, e così via.</p>
<p>Come ogni mattina, anche oggi mi sono preparata la mia poco artistica tazza di tè, l’acqua iniziava il suo timido borbottio increspata da bolle sempre più grandi quando ho girato la manopola del fornello e le bolle sono velocemente evaporate in un timido fumo bianco. E ho pensato: “Se fosse così facile anche con la rabbia! Girare la manopola, spegnere il fuoco, rasserenarsi e andare ad incontrare il tè.”</p>
<p><span id="more-358"></span></p>
<p>“Ribollire di rabbia” e “sbollire la rabbia” sono espressioni comuni che associano il sentimento della collera al processo di ebollizione generato dal prolungato contatto tra una fonte di calore e un liquido.</p>
<p>La nostra rabbia è come l’acqua che versiamo nel bollitore: di per sé non è necessariamente un sentimento negativo. E’ solo acqua che può trasformare semplici foglie in una squisita bevanda.<br />
<strong>La prima natura della rabbia è fiera, determinata e grintosa</strong>: è quello che potremmo definire il nostro “fuoco interiore”.</p>
<p>Che cosa rende negativa la rabbia? Che cosa impedisce di bere una  tazza di tè? L’intensità del calore.<br />
Sia gli scoppi di ira sia il silenzio ostinato sono indicatori d’allarme di un’intensità pericolosa della nostra rabbia: <strong>insultare qualcuno o impedirci di esternare i nostri sentimenti</strong> sono atti che ci espongono a un eccessivo periodo di ebollizione e al più pericoloso processo di evaporazione.</p>
<p><strong>Evaporare</strong> significa perdere una parte importante della proprio rabbia sana, del “fuoco interiore” che ci rende coraggiosi e pronti all’azione. E’ un processo di non ritorno: si possono dire o fare (<em>o non dire e non fare</em>) cose di cui in futuro ci pentiremo e avranno conseguenze anche a lungo termine sulla nostra vita.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/tea_leaves.jpg" alt="Photo by Wikimol" /><br />
<font size="1">Photo by <a rel="nofollow" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tea">Wikimol</a></font></p>
<p>Poche sono le persone che si arrabbiano raramente e per motivi ben precisi, molto più <strong>spesso riteniamo che la rabbia non ci appartenga</strong>, che sia stata generata dall’esterno: da un parente, un amico, un estraneo, una situazione, un problema. La rabbia, pensiamo, non dipende da noi e per questo ne siamo costantemente vittime.</p>
<p>Immaginate di osservare l’acqua in ebollizione sui fornelli che, ormai pronta per essere versata nelle tazze, nessuno pensa però di togliere dal fuoco. Quale sarebbe la vostra reazione?<br />
Come reagiamo di fronte alla nostra rabbia? Come reagiremmo di fronte al bollitore e all’acqua che inizia ad evaporare? Quale parola sceglieremmo di pronunciare: sì o no?</p>
<p>No. No. No. No! Correremmo verso il fornello per spegnerlo e poi verseremmo l’acqua nella tazza con la bustina di tè. Il tè è l’essenza ultima dell’acqua che inizialmente versammo nel bollitore, così è anche per <strong>la nostra rabbia sana: è il motore per realizzare i nostri obiettivi</strong>, è una fonte artistica e creativa di cui preferiamo non sentirci responsabili.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/tea_woman.jpg" alt="Photo by Lex in the City" /><br />
<font size="1">Photo by <a rel="nofollow" href="http://flickr.com/photos/toronto_lex">Lex in the City</a></font></p>
<p><strong>La rabbia è energia dentro di noi</strong> che chiede di essere espressa: possiamo farlo gridando contro qualcuno, rompendo piatti e bicchieri, possiamo non farlo reprimendo le parole, i pensieri ingiuriosi e noi stessi, oppure possiamo creare e <strong>trasformare la rabbia in realizzazione personale</strong>.</p>
<p><em>Possiamo</em> essere acqua inutilizzata nel bollitore, <em>possiamo</em> sentirci come acqua in ebollizione pronti ad evaporare, oppure <em>possiamo</em> ritrovarci nella serena essenza di una tazza di tè.</p>
<p>In che modo? Come accettare la propria rabbia e trasformarla?<br />
Vi segnalo quattro tra i migliori articoli che ho trovato sul web (tutti in inglese), di cui ho provato io stessa i consigli constatandone l’utilità. Le parole d’ordine in questo caso sono <strong>costanza e determinazione</strong>.</p>
<ol>
<li> <a href="http://www.chebucto.ns.ca/CommunitySupport/Men4Change/anatomy.html">How to deal with anger</a></li>
<li> <a href="http://www.turnonyourinnerlight.com/HowToCopeWithAnger2.htm">How To Deal With Anger &#8211; The C.O.P.E Method</a> <em>by Debbie Eisenstadt Mandel</em></li>
<li> <a href="http://positivesharing.com/2008/01/how-to-deal-with-anger-at-work/">How to deal with anger at work</a> <em>by Alexander Kjerulf</em></li>
<li> <a href="http://thinksimplenow.com/happiness/15-simple-ways-to-overcome-anger/">15 Simple Ways to Overcome Anger</a> <em>by Tina Su</em></li>
</ol>
<p><strong>E voi come gestite la vostra rabbia? La percepite come un’energia positiva o negativa?</strong></p>
<p style="text-align:right;"><img src="http://www.shiningarden.com/images/larafirmasg.png" /></p>
Posted in psicologia Tagged: rabbia, sentimenti <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/358/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=358&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Photo by Wikimol</media:title>
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	</item>
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		<title>Come affrontare il passato</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/09/20/come-affrontare-il-passato/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/09/20/come-affrontare-il-passato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 10:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[
Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.
- George Santillana -


Volse lo sguardo e si ritrovò davanti due occhi di ghiaccio che lo fissavano attoniti. Ghiaccio puro, ghiaccio sotterraneo. Si spaventò nello scorgere uno sguardo antico e dimenticato. Era di nuovo bambino, lo specchio non mentiva, e quello sguardo gli ricordò il suo passato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=211&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past01-emma.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.</em><br />
- George Santillana -</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;"><em></em></p>
<blockquote><p><em>Volse lo sguardo e si ritrovò davanti due occhi di ghiaccio che lo fissavano attoniti. Ghiaccio puro, ghiaccio sotterraneo. Si spaventò nello scorgere uno sguardo antico e dimenticato. Era di nuovo bambino, lo specchio non mentiva, e quello sguardo gli ricordò il suo passato e tutte le paure che non era riuscito ad affrontare. Un buco nero, memorie represse che ora tornavano dispettose a tormentarlo. Era lui, solo, di fronte a quello specchio e a quella inafferrabile, angosciosa domanda: &#8220;E se il passato ritornasse?&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il passato ritorna ogni giorno nella nostra vita, la mente si affolla di ricordi che, spesso, vorremmo relegare in un angolo della mente.<br />
Dimenticare gli avvenimenti tristi e conservare solo quelli felici è un sogno condiviso da molti, ma per quanto desiderabile la natura non ci ha dotati di una memoria selettiva.</p>
<p>Tempo fa avevo già affrontato l’argomento concentrandomi sugli <a href="http://www.shiningarden.com/riflessioni-memory_pill.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">aspetti più negativi del ricordo</span></a>, sui traumi e sui possibili motivi per cui lasciassero un’impronta indelebile dentro di noi. In questo post, al contrario, voglio parlare di quei ricordi tristi, legati spesso a un sentimento di perdita o a un rimpianto, che non riusciamo a vivere serenamente.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>L’importanza del ricordo</strong></span></p>
<p>Perché <strong>parlare del passato</strong> quando la scelta più saggia sarebbe dimenticare?<br />
Semplicemente perché dimenticare <em>può non essere la scelta più saggia</em>. Al contrario, più spesso di quanto si sia disposti ad ammettere il passato deve essere affrontato, così come i nostri errori. Voltare lo sguardo e fingere di non vedere, non rende invisibile la realtà e le conseguenze delle nostre scelte.</p>
<p>Perché <strong>arrendersi al ricordo</strong> e, in apparenza, accettare nuovamente di soffrire?<br />
Per un unico ma fondamentale motivo: solo il ricordo accettato è un ricordo di cui ci potremo infine liberare.</p>
<p>Capire la natura di un ricordo aiuta la mente a perdonare il dolore e a lasciarselo alle spalle.<br />
Secondo Carl Gustav Jung &#8220;<a rel="nofollow" href="http://www.viaggio-in-germania.de/jung.html" target="_blank">sia il passato come realtà, sia il futuro come potenzialità, guidano il nostro comportamento presente</a>&#8220;.</p>
<p><strong>Essere consapevoli di ciò che abbiamo vissuto</strong> e di ciò che vorremmo vivere diventa quindi basilare per dare una direzione e, perché no, un senso al nostro presente.</p>
<p>Ma come ci si libera da un passato che ci assale a tradimento instillandoci paura, tristezza e un profondo sentimento di perdita o mancanza?<br />
Come accettare quello che abbiamo perso, che non siamo riusciti a ottenere o che abbiamo rifiutato poi pentendocene?</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>Affrontare il proprio passato</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past02-emma.jpg" alt="" /></p>
<p>Il primo passo, affermano gli esperti, è guardare negli occhi il mostro fidandoci del fatto che un suo sguardo non ci ucciderà. Per lasciarsi il passato alle spalle, infatti, è fondamentale affrontarlo, il che spesso significa <strong>affrontare una qualche perdita, reale o presunta, che abbiamo subito nella nostra vita</strong>.</p>
<p>Il secondo passo sono, in realtà, alcuni semplici comportamenti che possiamo attuare per rubare energia al ricordo doloroso, sgonfiarlo come faremmo con un palloncino, e liberarci quindi dalle sue catene immaginarie.<br />
I consigli che riporto qui sotto sono ispirati all’<a rel="nofollow" href="http://psychology.suite101.com/article.cfm/letting_go" target="_blank">articolo di Laurie Pawlik-Kienlen, &#8220;Letting go of your past&#8221;</a>, dove potrete approfondire l’argomento se desiderate.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>6 consigli per guarire i ricordi</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past03-emma.jpg" alt="" /></p>
<ol>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Sfogarsi</strong></span>. Scrivere, parlare, disegnare, cantare: dobbiamo dar libero sfogo ai nostri ricordi senza trattenerli o reprimerli. Blindarli nella mente non farà che accrescere la loro impronta negativa sul nostro presente. Accettarli attraverso la creatività, invece, li priverà di energia riportandoli alla loro giusta dimensione.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Accettare il dolore del ricordo.</strong></span> Non reprimere il passato e accettarne un breve ritorno nella nostra vita è un atto che implica coraggio. All’inizio sarà doloroso e ci farà stare male, ma è un prezzo che vale la pena di pagare per conquistare la consapevolezza che il passato non tornerà. Rassereniamoci.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Risolvere i conflitti.</strong></span> Se possibile, dovremmo rivedere le persone coinvolte nel nostro ricordo doloroso e provare a chiarire confessando i nostri veri sentimenti e ammettendo gli errori commessi.<br />
Se questo, al contrario, non fosse possibile possiamo comunque risolvere i conflitti passati in un altro modo: ad esempio, proviamo a scrivere una lettera e mentre la scriviamo lasciamo scivolare nelle parole tutti i ricordi dolorosi, la rabbia, il risentimento, il rimpianto. Una volta terminata pieghiamola su stessa e poi strappiamola in tanti pezzi. Accompagniamo ogni strappo con un nuovo pensiero, un nuovo ricordo: <em>io perdono</em>. Liberiamo il passato e liberiamo noi stessi dai suoi ricordi dolorosi.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Esprimere le emozioni.</strong></span> Parlare e condividere i propri sentimenti è importante. Accettare la realtà delle nostre emozioni significa liberarle dalla prigione interiore in cui le abbiamo relegate e saper dire addio.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Perdonare.</strong></span> Se abbiamo commesso errori nel nostro passato è inutile provare rimpianti. Quel che è fatto è fatto. Al contrario, è necessario perdonarsi accettando la propria vulnerabilità e fallibilità. Ed è altrettanto necessario scusarci con chi abbiamo involontariamente fatto soffrire e chiedere loro perdono. Il perdono, infatti, è la chiave per liberarci dall’infelicità di un ricordo.</li>
<li><span style="font-size:medium;"><strong>Chiedere aiuto.</strong></span> In alcuni casi potrebbe essere importante chiedere e accettare l’aiuto degli altri. L’orgoglio è un’ancora gettata sul nostro vecchio sé: per lasciar andare il passato è necessario mettere da parte l’orgoglio e accettare l’umiltà che ne deriva.</li>
</ol>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:large;font-family:lucida sans unicode, arial;"><strong>Fare il meglio che si può</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.shiningarden.com/img/past04-emma.jpg" alt="" /></p>
<p>Infine, accanto ai consigli pratici, l’esperienza mi ha insegnato che rimpiangere i propri errori è del tutto inutile perché il passato non si può cambiare.<br />
Anche se avessimo la facoltà di riviverlo non potremmo modificarlo perché, per quanto avremmo desiderato essere più bravi, abili o intraprendenti <strong>abbiamo semplicemente fatto il meglio che potevamo fare per la persona che eravamo in quel momento</strong>.<br />
Possiamo migliorare, sempre, ma non nel passato, solo nel presente e questa è la speranza che diamo al nostro futuro e alle persone che decideranno di farne parte.</p>
<p>Il passato non è un nemico da sconfiggere, ma un vecchio amico ferito e umiliato da comprendere.<br />
Più lo respingeremo più ci tormenterà, ecco perché è importante affrontarlo: se lo accettiamo ora non gli daremo lo spazio per ripetersi nel futuro. Né attraverso di noi né attraverso gli altri.</p>
<p><strong>E voi come affrontate i ricordi spiacevoli? Quale rapporto avete con il vostro passato? Vi sentite sue vittime o ne siete i protagonisti?</strong></p>
<p style="text-align:right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:right;"><img src="http://www.shiningarden.com/images/larafirmasg.png" alt="" /></p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
~ <a href="http://psychology.suite101.com/article.cfm/letting_go" target="blank"><em>Letting Go Of Your Past</em>, Laurie Pawlik-Kienlen</a></p>
<p><strong>Crediti:</strong><br />
~ <a href="http://www.flickr.com/photos/emmabcnpics/" target="blank">Photos by -Emma-</a></p>
Posted in psicologia Tagged: psicologia, ricordi, vita quotidiana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/211/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=211&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Come riconoscere le occasioni nella vita</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/06/19/occasioni/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/06/19/occasioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 19:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[nuove prospettive]]></category>
		<category><![CDATA[occasioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono rare e molto ambite: tutti le vogliono, ma il privilegio di afferrarle sembra riservato a pochi.
È proprio così? Le occasioni capitano davvero nella vita?
Che volto o fisionomia potremmo associare a un’opportunità? Tutte e nessuna perché l’occasione è per natura un’entità camaleontica capace di assumere qualsiasi forma e sostanza. Le uniche caratteristiche che ricorrono immutabili [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=67&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.shiningarden.com/img/solitary_walk.jpg" alt="" width="180" height="240" /></p>
<p>Sono rare e molto ambite: tutti le vogliono, ma il privilegio di afferrarle sembra riservato a pochi.</p>
<p>È proprio così? Le occasioni capitano davvero nella vita?</p>
<p>Che volto o fisionomia potremmo associare a un’opportunità? Tutte e nessuna perché l’occasione è per natura un’entità camaleontica capace di assumere qualsiasi forma e sostanza. Le uniche caratteristiche che ricorrono immutabili sono il <strong>tempo</strong> e il <strong>luogo</strong>.</p>
<p>Un’occasione non si presenterà nel luogo giusto al momento sbagliato o nel luogo sbagliato al momento giusto. È un dato di fatto, in caso contrario non si chiamerebbe più <em>occasione</em>.</p>
<p>Rimane una domanda a tormentarci: si presenterà? Avrà fissato un appuntamento con la nostra vita? O vivremmo nel limbo delle possibilità non manifestate agitandoci nel tentativo di afferrare farfalle immaginarie?</p>
<p><strong>Le occasioni esistono</strong>. Non ci sono dubbi. Le ho viste con i miei occhi. Le ho viste capitare agli altri. Le ho viste capitare e perdersi, capitare e ritrovarsi.<br />
Sono un gioco d’azzardo, una partita alla roulette: scegliamo il numero, lanciamo la pallina e la osserviamo girare, girare e girare. Finché scivola nella casella del nostro numero. E la ruota si ferma.</p>
<p><strong>Ecco l’occasione</strong>: scegliere di giocare, scegliere il numero, scegliere di lanciare la pallina e scegliere di accettare il risultato. In una parola sola? SCEGLIERE.</p>
<p>Se siete persone a cui piacciono gli elenchi, <strong>scegliere</strong> è il <strong>primo punto</strong> importante.<br />
Non importa come si presenterà l’occasione, molto probabilmente assumerà le sembianze innocue di un annuncio di lavoro a cui decideremo di rispondere, di una persona che ci verrà presentata da terzi, di uno strappo alla routine forse percepito come fastidioso.<br />
Comunque si presenti è quasi sicuro che <strong>non sapremo riconoscerla</strong>, sarà lei a trovarci e a solleticare la nostra curiosità.<br />
Forse penseremo: &#8220;Che fortuna! Che coincidenza! Che stranezza!&#8221; E tutto finirà come è iniziato. O forse daremo seguito all’evento. Sceglieremo di conferirgli importanza e di recitare la parte dei protagonisti.</p>
<p><strong>Secondo punto</strong> importante: una volta che avremo scelto, lo scenario cambierà in base alle nostre scelte e alle scelte di chi ci circonda. A quel punto sarà fondamentale giocare le nostre carte migliori. Il nostro <strong>atteggiamento</strong>, lo spirito con cui affronteremo la situazione influirà in modo determinante sul risultato finale.<br />
Non è una questione di carattere. Possiamo essere introversi o estroversi, riflessivi o temerari: il tipo di rapporto che instaureremo con gli altri dipenderà unicamente dall’atteggiamento che assumeremo nei loro confronti e dal modo in cui li considereremo. Saranno nostri fidati alleati o irriducibili nemici molto più per nostra scelta che per loro.</p>
<p><strong>Terzo punto</strong>: il destino non c’entra niente e la fortuna neppure. Intorno a un’occasione graviteranno <strong>persone</strong> che ci permetteranno di sentirci <em>vincenti</em>. Ci aiuteranno senza neppure saperlo e grazie a loro taglieremo l’agognato traguardo. Saranno una parte fondamentale della nostra occasione e il peggior rischio che correremo sarà quello di conferire importanza alle persone sbagliate. Alcune ci apriranno la strada, altre ci accompagneranno lungo il cammino. Non ci saranno né persone di serie A né di serie B. Giocarsi le persone giuste, spesso, significa giocarsi la partita.</p>
<p><strong>Quarto punto</strong>: un’occasione non è facile, è <strong>faticosa</strong>. Afferrarla sarà anche difficile, ma riuscire a trasformarla in un progetto vincente è un impegno costante che può anche logorare. Non è possibile cavalcare l’onda del momento senza fare i conti con le notti insonni, il tempo libero raso a zero e il costante spauracchio del fallimento.<br />
Nonostante ciò, un’occasione segue le leggi del karma: più dai e più riceverai, più desideri controllare e più disordine creerai intorno a te. Più togli alle persone che ti circondano e più perderai di te stesso. Forse non sarà una legge fisica, ma è dimostrata dall’esperienza.</p>
<p><strong>Quinto punto</strong>: un’occasione ha bisogno di un <strong>ideale</strong>. Soldi, fama e successo possono anche essere il nostro obiettivo finale, l’unica cosa che conti davvero. E per averli possiamo anche pensare che meno ne concederemo agli altri, più ce ne sarà per noi. Sfruttare gli altri e ingannarli, quindi, non sarà un grosso problema per la nostra morale. Peccato che lo sia per qualsiasi occasione perché il successo non si raggiunge da soli e non si mantiene nella solitudine del proprio regno dorato. Più persone graviteranno intorno all’occasione, più fedeli alleati riusciremo a conquistare, più consolideremo il nostro successo. E con lui tutto quello che andiamo cercando: soldi, fama, amore, serenità.</p>
<p>In breve il cocktail esplosivo di un’occasione si prepara miscelando con attenzione:</p>
<ol>
<li>le proprie scelte</li>
<li>l’atteggiamento nei confronti degli altri</li>
<li>le persone giuste che ci aiuteranno</li>
<li>l’impegno e la costanza</li>
<li>un ideale da seguire e condividere</li>
</ol>
<p>Non è un gioco da ragazzi, ma neppure un’impresa impossibile. Dipende da noi e in sé questo fatto può essere sia la garanzia del successo sia il preludio del fallimento.<br />
Che cosa ne pensate: è un’idea rassicurante o tragica?! Qual è il vostro atteggiamento nei confronti delle occasioni? Quanto sono importanti gli altri per voi nella realizzazione di un progetto vincente?</p>
<p>&#8212;&#8212;<br />
Crediti: <a href="http://www.flickr.com/photos/shiningarden-photos" target="_blank">photo by Shiningarden</a></p>
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		<title>E. Fromm XVIII</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 21:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[amore per la vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

L&#8217;amore per la vita: chi è l&#8217;essere umano
«L&#8217;unica cosa che attragga davvero è la vitalità.»
»» Lessi L&#8217;amore per la vita in estate, col caldo che toglieva il respiro, non desideravo altro che starmene all&#8217;ombra, con una bibita fresca accanto e un libro tra le mani. Forse fu per il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=59&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <em><a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
</em></p>
<h3><span style="color:#000080;">L&#8217;amore per la vita: chi è l&#8217;essere umano</span></h3>
<p align="center"><span style="color:#000080;">«L&#8217;unica cosa che attragga davvero è la vitalità.»</span></p>
<p><strong>»»</strong> Lessi <em>L&#8217;amore per la vita</em> in estate, col caldo che toglieva il respiro, non desideravo altro che starmene all&#8217;ombra, con una bibita fresca accanto e un libro tra le mani. Forse fu per il caldo che lo lessi tutto d&#8217;un fiato… (!) o forse fu semplicemente perché ad ogni frase mi ritrovavo a riflettere che &#8220;aveva un senso&#8221; e che &#8220;cavolo, non ci avevo mai pensato, ma era così!&#8221;. In poche parole: mi appassionò.</p>
<p>Mi ricordo che qualche anno fa avevo passato un periodo difficile e ogni mattina mi svegliavo priva di energie. Io, che di solito ero una persona dai mille interessi, mi ritrovavo con &#8220;interesse zero&#8221; per tutto, persino per me stessa. Una notte feci un sogno in cui sentivo qualcuno dirmi: &#8220;Devi recuperare l&#8217;entusiasmo. Ti manca l&#8217;entusiasmo.&#8221; Il mattino dopo mi svegliai di pessimo umore.</p>
<p>Ricordai il sogno e mi arrabbiai. Entusiasmo? E dove sarei andata a prenderlo l&#8217;entusiasmo? Non c&#8217;era nulla intorno a me che me ne trasmettesse anche solo una goccia. Quello stesso giorno stavo andando all&#8217;Università quando incrociai una ragazza in bicicletta: stava ascoltando il walkman e proprio mentre ci incrociammo la sentii cantare &#8220;It&#8217;s a beautiful day&#8221; (ricordate la canzone degli U2 di qualche anno fa?!). &#8220;Un bel giorno un cavolo!&#8221;, sibilai tra me e me mentre proseguivo ancora più stizzita.</p>
<p>Quel periodo è passato, ora quando ripenso a quel giorno mi capita di sorridere perché so per esperienza che quando non vogliamo sentire siamo peggio di chi purtroppo non sente per natura! Riusciamo ad essere così ottusi che quasi spaventa il percepire che, alle volte, le risposte ai nostri problemi ce le stanno quasi gridando e noi… niente!</p>
<p>Fromm ha continuato a ripetere un principio fondamentale in tutti i suoi libri: vivere è un impulso vitale.<br />
&#8220;Chi è l&#8217;uomo?&#8221;, si è domandato. L&#8217;uomo non è una cosa perché altrimenti ci chiederemmo &#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;uomo&#8221;, fu la sua risposta alla quale poi aggiunse:</p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">«L&#8217;uomo è un essere vivente coinvolto in un perenne processo di sviluppo. E in ogni istante della sua esistenza non è ciò che potrebbe essere e magari diventerà.»</span></p>
<p>Quando parlava di &#8220;ragione&#8221; Fromm faceva riferimento a quel modo di agire per cui l&#8217;uomo &#8220;opera per il proprio bene sia in senso materiale che spirituale&#8221;, senza essere accecato dalla brama e dalla vanità.</p>
<p>Se è vero che la domanda &#8220;Chi è l&#8217;uomo?&#8221; porta subito ad un&#8217;altra domanda: &#8220;Chi sono io?&#8221;, allora, proprio come diceva Fromm, è importante rispondere in modo &#8220;ragionevole&#8221;. Se l&#8217;uomo non è una cosa allora l&#8217;unica risposta possibile è: sono un essere umano.</p>
<p>Tempo fa mi capitò di rispondere ad una domanda del genere in un test sociologico e ricordo che la mia prima risposta (ne potevo dare &#8216;8&#8242;) fu: sono un essere vivente. In quel periodo ero di nuovo un po&#8217; in crisi e, chissà, forse il fatto che mi sentissi sola mi portò a cercare un&#8217;unione con la vita stessa. Poi diedi molte altre risposte, magari meno razionali, magari più sensate, dipende dai punti di vista.<br />
In ogni caso, qualsiasi sia la definizione che potremmo dare alla domanda &#8220;Chi sono io?&#8221;, non toglie nulla al fatto che alcune caratteristiche promuovono la vita e altre… qualsiasi altra cosa, ma non il nostro benessere.</p>
<p>In 172 pagine circa ecco quello che Fromm ha cercato di trasmettere: il suo concetto di vita e il modo in cui, secondo lui, o amiamo la nostra esistenza o la sfruttiamo.<br />
Forse, ma questo lo aggiungo io, se amiamo qualcosa o qualcuno ci è anche impossibile pensare di poterlo sfruttare.<br />
Ma prima dobbiamo essere in grado di amare e, soprattutto, dobbiamo essere convinti che valga la pena imparare a farlo.</p>
<p><strong> Articoli precedenti:</strong><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/">L’arte di amare: creare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-vii/">L’arte di amare: amore nel lavoro</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-viii/">Fuga dalla libertà</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-ix/">Fuga dalla libertà: comunicare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-x/">Fuga dalla libertà: meccanismi di fuga</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-xi/">Fuga dalla libertà: evitare la distruttività</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xii/">Da avere a essere</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xiii/">Da avere a essere: parlare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xiv/">Da avere a essere: una società di sani</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xv/">Da avere a essere: il lato oscuro</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xvi/">Da avere a essere: suggerimenti pratici</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/18/e-fromm-xvii/">L&#8217;amore per la vita</a></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
Le citazioni sono tratte da <em>L&#8217;amore per la vita</em>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=59&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>E. Fromm XVII</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 21:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[amore per la vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

L&#8217;amore per la vita
«È davvero un aspetto singolare della nostra cultura: noi facciamo di tutto per salvare, risparmiare tempo e, quando l&#8217;abbiamo salvato o risparmiato, l&#8217;ammazziamo perché non sappiamo che farcene.»
»» L&#8217;amore per la vita raccoglie un ciclo di colloqui di Fromm trasmessi da una radio tedesca tra il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=58&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <em><a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
</em></p>
<h3><span style="color:#000080;">L&#8217;amore per la vita</span></h3>
<p align="center"><span style="color:#000080;">«È davvero un aspetto singolare della nostra cultura: noi facciamo di tutto per salvare, risparmiare tempo e, quando l&#8217;abbiamo salvato o risparmiato, l&#8217;ammazziamo perché non sappiamo che farcene.»</span></p>
<p><strong>»»</strong> <em>L&#8217;amore per la vita</em> raccoglie un ciclo di colloqui di Fromm trasmessi da una radio tedesca tra il 1971 e il 1979.<br />
Come scritto nella presentazione dell&#8217;opera, le idee esposte &#8220;costituiscono una sintesi efficace e coerente&#8221; del pensiero di Fromm.</p>
<p>Si inizia col parlare della &#8220;società dei consumi e della differenza tra abbondanza e superfluo&#8221; per giungere alla domanda fondamentale: &#8220;Chi è l&#8217;uomo?&#8221;. Durante il viaggio da un polo all&#8217;altro del libro si toccano i temi &#8220;dell&#8217;origine dell&#8217;aggressività umana&#8221;, &#8220;del sogno, il linguaggio umano universale&#8221; e viene tratteggiato un breve ritratto di &#8220;Hitler come &#8216;necrofilo&#8217; contrapposto all&#8217;atteggiamento &#8216;biofilo&#8217; di chi ama la vita&#8221;.</p>
<p>Detto così il libro potrebbe apparire di difficile comprensione, e in effetti devo ammettere che il linguaggio utilizzato non è dei più semplici, ma non è neppure inaccessibile e offre molti, interessanti spunti di riflessione.</p>
<p>Ecco qui di seguito alcune citazioni che vogliono essere un brevissimo scorcio degli argomenti trattati:</p>
<p>- Chi si trovi chiuso in una cella di isolamento o anche solo chi, per un motivo qualsiasi, non sa che cosa fare di se stesso, qualora abbia in sé la possibilità di fare qualcosa di vivente, di produrre alcunché, di volgersi alla riflessione, avvertirà la noia come un peso, un gravame, una paralisi della quale forse non saprà mai darsi ragione. La noia è una delle peggiori torture: modernissima, sempre più diffusa.</p>
<p>- Ritengo che il presso politico dipenda da quel che sappiamo della verità, dalla chiarezza e abilità con cui la proclamiamo e dall&#8217;influenza che così esercitiamo sui nostri simili.</p>
<p><strong>Prossimo articolo</strong>: <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/18/e-fromm-xviii/">L&#8217;amore per la vita: chi è l&#8217;essere umano</a><br />
<strong> Articoli precedenti:</strong><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/">L’arte di amare: creare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-vii/">L’arte di amare: amore nel lavoro</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-viii/">Fuga dalla libertà</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-ix/">Fuga dalla libertà: comunicare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-x/">Fuga dalla libertà: meccanismi di fuga</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-xi/">Fuga dalla libertà: evitare la distruttività</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xii/">Da avere a essere</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xiii/">Da avere a essere: parlare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xiv/">Da avere a essere: una società di sani</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xv/">Da avere a essere: il lato oscuro</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xvi/">Da avere a essere: suggerimenti pratici</a></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
Le citazioni sono tratte da <em>L&#8217;amore per la vita</em>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=58&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>E. Fromm XVI</title>
		<link>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xvi/</link>
		<comments>http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xvi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 19:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[da avere a essere]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

Da avere a essere: suggerimenti pratici
«L&#8217;individuazione delle radici non è sufficiente. Deve essere accompagnata da mutamenti pratici; innanzitutto è necessario liberarsi dalla presa dell&#8217;egocentrismo, iniziando col distaccarsi da ciò a cui ci si appiglia. Questo significa rinunciare ad alcune cose, cominciare a dividerle con altri e essere disposti a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=53&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <em><a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
</em></p>
<h3><span style="color:#000080;">Da avere a essere: suggerimenti pratici</span></h3>
<p align="center"><span style="color:#000080;">«L&#8217;individuazione delle radici non è sufficiente. Deve essere accompagnata da mutamenti pratici; innanzitutto è necessario liberarsi dalla presa dell&#8217;egocentrismo, iniziando col distaccarsi da ciò a cui ci si appiglia. Questo significa rinunciare ad alcune cose, cominciare a dividerle con altri e essere disposti a sopportare l&#8217;ansietà che accompagna i primi piccoli passi.</span></p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">Dopodiché si avvertirà il timore di smarrire se stessi. Questa paura affiora a mano a mano che si perdono quelle cose che erano servite da stampelle alla propria presunzione. Ma ora non si tratta semplicemente di rinunciare a parte dei propri possessi: piuttosto è indispensabile abbandonare atteggiamenti, pensieri familiari, l&#8217;abitudine a identificarsi con il proprio stato sociale; occorre altresì rinunciare a frasi abitudinarie, soprattutto all&#8217;immagine che gli altri hanno di te e che tu proponi al tuo pubblico. Insomma vanno cambiati tutti i comportamenti abitudinari.</span></p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">Questo processo deve essere accompagnato dallo sforzo di uscire da se stessi per rivolgersi agli altri.<br />
[In questo modo] si consente alla nostra attenzione di venire catturata dagli altri, dal modo della natura, delle idee e dell&#8217;arte o da avvenimenti sociali e politici..</span></p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">Provare interesse significa compiere il balzo, non essere più un outsider, un semplice osservatore separato da ciò che si vede.»</span></p>
<p>Sono primi piccoli passi, ma sono scelte e, quindi, si possono compiere.<br />
Come diceva Flaubert: &#8220;Non leggo per imparare, bensì per vivere.&#8221;<br />
Erich Fromm forse non ci sta insegnando niente perché le sue possono apparire &#8220;belle parole&#8221; sulla carta, ma è innegabile che qualcosa continui a vivere attraverso quelle parole, qualcosa che io amo definire <strong>l&#8217;entusiasmo profondo per la vita</strong>.</p>
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<strong> Articoli precedenti:</strong><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/">L’arte di amare: creare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-vii/">L’arte di amare: amore nel lavoro</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-viii/">Fuga dalla libertà</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-ix/">Fuga dalla libertà: comunicare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-x/">Fuga dalla libertà: meccanismi di fuga</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-xi/">Fuga dalla libertà: evitare la distruttività</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xii/">Da avere a essere</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xiii/">Da avere a essere: parlare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xiv/">Da avere a essere: una società di sani</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xv/">Da avere a essere: il lato oscuro</a></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
Le citazioni sono tratte da <em>Da avere a essere</em>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/53/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=53&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>E. Fromm XV</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 19:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shiningardenracconta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[da avere a essere]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte

Da avere a essere: il lato oscuro
«Senza sforzarsi di essere disponibili ad affrontare il dolore e l&#8217;angoscia, è impensabile di poter crescere.»
Sono fuggita per anni: correvo e correvo da una situazione all&#8217;altra per impedire sia a me sia agli altri di abituarsi alla reciproca presenza.
Alle volte mi capitava perché [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=52&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="right">Dal progetto: <em><a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-i/">Erich Fromm: una vita, un’arte</a><br />
</em></p>
<h3><span style="color:#000080;">Da avere a essere: il lato oscuro</span></h3>
<p align="center"><span style="color:#000080;">«Senza sforzarsi di essere disponibili ad affrontare il dolore e l&#8217;angoscia, è impensabile di poter crescere.»</span></p>
<p>Sono fuggita per anni: correvo e correvo da una situazione all&#8217;altra per impedire sia a me sia agli altri di abituarsi alla reciproca presenza.<br />
Alle volte mi capitava perché non mi sentivo a mio agio con certe persone, ma non ne sapevo spiegare il motivo; altre volte perché sentivo sempre incombere su di me l&#8217;abbandono. Fuggivo dal dolore e dall&#8217;angoscia che però mi seguivano come un&#8217;ombra rimanendo tenacemente al mio fianco.</p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">«Se sono incapace di analizzare gli aspetti oscuri della società in cui vivo, non posso neanche sapere chi sono, perché non so in che senso io non sono io.»</span></p>
<p>Quando capii che avevo bisogno di una direzione, di sentire che stavo andando da qualche parte, capii anche che ero inevitabilmente costretta a fermarmi.<br />
Così mi fermai e mi ritrovai faccia a faccia con il mio passato. Cercai di comprenderlo, di accettare l&#8217;ombra da cui ero sempre fuggita.<br />
In quel momento non capii che stavo innescando un meccanismo e che quel meccanismo mi avrebbe portata qui, al presente che vivo oggi.</p>
<p>La verità è che alcune decisioni le prendiamo senza sentirne le immediate conseguenze. A me quella decisione mostrò una direzione che altrimenti non sarei mai stata in grado di vedere, fece conoscere persone senza le quali oggi la mia vita non potrebbe essere la stessa e, naturalmente, portò altro dolore, ma questa volta profondamente diverso.</p>
<p>Oggi so che alcune persone le fuggiamo perché non siamo in grado di comprenderle e, soprattutto, di gestire un qualsiasi tipo di relazione con loro. Da altre ci sentiamo attratte perché percepiamo che qualcosa ci lega, può essere il carattere, gli interessi, il modo di guardare alla vita.</p>
<p>Alle volte ci sentiamo attratti dalla persone che ci fuggono, altre volte noi stessi fuggiamo da persone che ci hanno dimostrato il loro interesse. Non è una risposta &#8220;sana&#8221;, è una reazione e tutto quello che possiamo fare per non subirla è cercare di comprenderla.<br />
Perché anche fuggendo, alcune cose ce le porteremo inevitabilmente dietro o, come si dice, alcuni ponti non riusciremo mai a bruciarli.</p>
<p>Per quale motivo alcune relazioni ci appaiono così difficili da gestire? Possiamo pensare che è colpa degli altri, perché sono &#8220;persone difficili&#8221; o possiamo pensare che è colpa nostra perché siamo &#8220;persone inadeguate&#8221;, ma chissà, forse non c&#8217;è nessuna colpa, c&#8217;è solo un sentimento, un&#8217;impreparazione.<br />
Forse ci sentiamo impreparati ad affrontare gli altri e molto probabilmente questo ci capita perché siamo impreparati a capire noi stessi.<br />
Come dice Fromm:</p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">« &#8230;anche l&#8217;individuo che non sia completamente alienato, che abbia cioè conservato integre la propria sensibilità e capacità di sentire, che non abbia smarrito il senso della dignità personale, non sia &#8216;in vendita&#8217;, sappia condividere le sofferenze altrui, insomma sia rimasto una &#8216;persona&#8217; e non si sia lasciato trasformare in una &#8216;cosa&#8217;, non può che sentirsi solo, impotente e isolato nella società odierna. </span></p>
<p align="center"><span style="color:#000080;">Non può fare a meno di mettere in dubbio se stesso e le proprie convinzioni, anzi persino la propria salute psichica, non può fare altro che soffrire, per quanto a volte sappia pur sempre provare contentezza e vedere il mondo con lucidità: facoltà queste che i suoi contemporanei cosiddetti &#8216;normali&#8217; non possiedono più.<br />
Così non è raro il caso che un individuo soffra di una nevrosi dovuta al fatto che egli vive da uomo sano (sane) in una società malata (insane), mentre nella nevrosi intesa in senso tradizionale, la persona malata (sick) cerca di adeguarsi a una società malata&#8230;»</span></p>
<p>Forse ci sentiamo persone sane in una società malata? Non la capiamo, non la accettiamo, ma ci dobbiamo vivere? Forse gli altri non sono che tangibili proiezioni di ciò che non ci piace e vorremmo cambiare, magari proprio in noi?</p>
<p>In questi anni mi sono sentita troppo spesso impotente e isolata. Avevo come l&#8217;impressione di continuare a correre dietro a persone che non ne volevano sapere di me. E poi un bel giorno, quando l&#8217;ultima goccia ha fatto traboccare il vaso (perché arriviamo sempre a toccare i nostri limiti) ho deciso di fermarmi.</p>
<p>In un certo senso ho come provato la sensazione che alcune persone fuggissero da me, ma fossero anche convinte che io le avrei sempre rincorse, che io ci sarei sempre stata. Alle volte ci capita di trattare male le persone a cui teniamo di più, ci sfoghiamo su di loro.</p>
<p>Io alla fine mi sono fermata, mi sono guardata intorno e ho scoperto di essere circondata da persone che mi stavano dimostrando il loro affetto, persone che non erano quelle che stavo rincorrendo.</p>
<p>Guardo ancora in direzione dell&#8217;orizzonte, ma ho smesso di correre. Non metto più in dubbio quello che provo, non voglio più soffrire senza capirne il motivo.<br />
Però, ed è questa la verità, ho impiegato anni per guardare in faccia me stessa, per essere in grado di vedere che potenzialmente non sono mai stata sola.</p>
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<strong> Articoli precedenti:</strong><br />
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- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-ii/">Erich Fromm: una biografia</a><br />
- L’arte di amare: amare è un’arte (<a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iii/">I parte</a> e <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/09/erich-fromm-iv/">II parte</a>)<br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/12/erich-fromm-v/">L’arte di amare: la solitudine</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/16/erich-fromm-vi/">L’arte di amare: creare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-vii/">L’arte di amare: amore nel lavoro</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/02/24/e-fromm-viii/">Fuga dalla libertà</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-ix/">Fuga dalla libertà: comunicare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-x/">Fuga dalla libertà: meccanismi di fuga</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/21/e-fromm-xi/">Fuga dalla libertà: evitare la distruttività</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xii/">Da avere a essere</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/03/24/e-fromm-xiii/">Da avere a essere: parlare</a><br />
- <a href="http://shiningardenracconta.wordpress.com/2008/05/16/e-fromm-xiv/">Da avere a essere: una società di sani</a></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
Le citazioni sono tratte da <em>Da avere a essere</em>,  Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/shiningardenracconta.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/shiningardenracconta.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/shiningardenracconta.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/shiningardenracconta.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/shiningardenracconta.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/shiningardenracconta.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=shiningardenracconta.wordpress.com&blog=2109304&post=52&subd=shiningardenracconta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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