Dal progetto: Erich Fromm: una vita, un’arte
Fuga dalla libertà: comunicare
»» Gli esseri umani soffrono per innumerevoli motivi, uno dei principali è la solitudine, una solitudine sia fisica sia morale.
«Possiamo chiamare solitudine morale quella mancanza di rapporto con valori, simboli, modelli; e affermare che la solitudine morale è intollerabile quanto la solitudine fisica, o piuttosto che la solitudine fisica diventa intollerabile solo se implica anche la solitudine morale.»
Per quanto possiamo essere persone solitarie, votate all’isolamento, non riusciremmo a vivere bene privi di un qualsiasi legame con l’ambiente e le persone che ci circondano. È nella natura umana cercare una connessione, un modo per comunicare. E quando non riusciamo a comunicare con gli altri esseri umani, allora proviamo a farlo con gli animali, con la natura, a volte con noi stessi, ma ci è comunque indispensabile poter comunicare.
«… la struttura della società moderna influisce sull’uomo contemporaneamente in due modi: egli diventa più indipendente, autosufficiente e critico, e al tempo stesso diventa più isolato, solo e impaurito.»
«Il significato della vita è diventato incerto, se i proprio rapporti con gli altri e con se stessi non offrono sicurezza, allora la fama è un mezzo per far tacere i propri dubbi.»
Cerchiamo in tutti i modi di sfuggire al nostro isolamento e all’incertezza, ne siamo spaventati e possiamo temere di ritrovarci in balia degli eventi.
Ma così finiamo solo col diventare sempre più egoisti:
«L’egoismo è una forma di avidità […], affonda le sue radici nella mancanza di simpatia per se stessi.»
E sentiamo come estranei a noi, aspetti della società che noi stessi abbiamo contribuito a creare:
«L’uomo, pur avendo raggiunto un grado notevole di dominio della natura, non controlla le forze della società che ha creato.»
«Le crisi economiche, la disoccupazione, la guerra governano il destino dell’uomo. L’uomo ha costruito il suo mondo […] ma si è estraniato dal prodotto delle sue mani, non è più davvero il padrone del mondo che ha costruito.»
Tutto diventa mercato e merce da piazzare sul mercato, anche la nostra pelle:
«L’uomo non vende soltanto merce, vende anche se stesso e si sente una merce.»
«Se le qualità che uno ha non servono, egli non ne possiede alcuna; proprio come una merce invendibile non ha valore, pur potendo aver una sua utilità.
Così, la fiducia in se stessi, il ’sentimento dell’io’, sono soltanto indicazioni di ciò che gli altri pensano della persona. Questa non si convince del proprio valore indipendentemente dalla popolarità o dal suo successo sul mercato.
Se è ricercata, è qualcuno; se non è popolare, non è nessuno. Questo dipendere della stima di sé dal successo della ‘personalità’ è la ragione principale per cui la popolarità ha per l’uomo moderno una così grande importanza.»
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Articoli precedenti:
- Erich Fromm: una vita, un’arte
- Erich Fromm: una biografia
- L’arte di amare: amare è un’arte (I parte e II parte)
- L’arte di amare: la solitudine
- L’arte di amare: creare
- L’arte di amare: amore nel lavoro
- Fuga dalla libertà
Bibliografia:
Le citazioni sono tratte da Fuga dalla libertà, Erich Fromm, Oscar Mondadori (2003)

