ChangeThis.com

dal Lost Letters del 28 ottobre 2007

Un ottimismo contagioso

Anni fa, era il tempo del liceo, una mia amica mi disse: “Preferisco essere un’ottimista a torto che una pessimista a ragione.” Aveva letto la frase in un libro e la condivideva mentre io, mi chiese, cosa ne pensavo?
Era difficile non prendere posizione e schierarsi a favore di un ottimismo anche infondato, ma pur sempre più popolare del suo vicino di banco dallo sguardo torvo.

In fondo si sa, il pessimismo non paga.

Eppure, nel corso degli anni, la mia coscienza si è ritrovata più volte di fronte al vecchio dilemma: meglio scegliere un atteggiamento ottimista o rassegnarsi all’evidenza negativa della realtà?

Qual è il modo migliore per affrontare i fallimenti? Come reagire alla presenza in noi stessi di due opposte forze che ora ci allontanano, ora avvicinano all’obiettivo?
Da un lato, infatti, c’è il dolore passato che intacca volontà e determinazione, dall’altro la fiducia nel cambiamento e nelle proprie capacità. E in mezzo si situa l’obiettivo, qualunque esso sia, il sogno, la missione, il progetto di una vita.

Ottimisti o pessimisti? Negativi o positivi?
Come si reagisce ad una critica? Come si evita di trasformare gli errori commessi in una nostra caratteristica innata?

Forse è questa l’ignota battaglia dell’ottimismo: credere che un cambiamento ci possa essere, che il passato non si riversi costantemente sul presente soffocandolo, che il futuro sia ancora tutto da scrivere.

Ma chi ci crede ancora? Su Internet in tanti, tutti coloro che ogni giorno si ritrovano sul sito “ChangeThis”, nato da un’idea di Seth Godin, famoso scrittore e uomo d’affari, e realizzato da un giovane team affiatato.
Il sito presenta un proprio manifesto che si apre con l’emblematica domanda “Are you an optmist?”, ossia sei un ottimista?
E prosegue:

We don’t believe humans evolved to be so bad at making decisions, so poor at changing our minds, so violent in arguing our point of view. We’re well aware of how split our country and our world have become, but we don’t think the current state of affairs is built into our very nature.
The problem lies in the media.

Il problema risiede nei media. Cosa significa?
Significa che le notizie sono sempre più superficiali, tendenziose e sensazionali. Che troppo spesso manca un approccio ponderato, razionale e costruttivo. Ad esempio, sappiamo tutto sull’ultima bravata delle star di Hollywood, ma chi è a conoscenza dell’ultima guerra civile nella Repubblica Centrafricana?

Il team di “ChangeThis” sfida il pensiero “fondamentalista”, quello che non ammette eccezioni e non si basa su analisi razionali, ma sul puro carisma e la moda del momento.
Spiegano nel loro manifesto:

We’re betting that a significant portion of the population wants to hear thoughtful, rational, constructive arguments about important issues. […]
Do you believe that if we change the way ideas are communicated, we can change the fundamentalists?

Il loro mezzo di espressione e diffusione delle nuove idee sono i “manifesti”: chiunque può proporre il proprio e questo sarà poi votato dagli utenti. Solo le idee migliori si diffonderanno, affermano, perché colpiranno l’attenzione del lettore, perché questi deciderà di condividerle con i suoi amici, i familiari, e perché il passaparola rimane ancora oggi un potente strumento di diffusione e cambiamento culturale.

“ChangeThis” mi ha colpito e il suo manifesto ancora di più. A questo punto tra un approccio razionalmente positivo e uno rassegnatamente negativo, scelgo di sicuro il primo. Mi costerà più fatica, ma alla fine mi mostrerà fin dove i miei limiti possono effettivamente spingermi. E conoscere i propri limiti è necessario per trasformare un’idea in un progetto di successo.

La società ha bisogno di nuove idee, di rendersi indipendente dagli errori del passato per innovarsi e diventare più consapevole di se stessa e del futuro.

E poi è più forte di me: adoro condividere e quando qualcuno mi invita a farlo non posso davvero esimermi dall’accettare l’invito!

When you find a manifesto that might change minds, spread it. Print it and distribute it. E-mail it to your friends. Until we can get comfortable talking about rational arguments, we’re going to be at a disadvantage when faced with fundamentalists, who aren’t at all shy about spreading their point of view.

So, please… be an optimist. Share.

  

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